9 settembre 1951: un giovane Como Calcio si affaccia alla terza stagione della sua storia in Serie A battendo 1-0 il Torino al Sinigaglia, grazie alla rete di Angelo Turconi che regala ai lariani il successo nella prima giornata di campionato. Da quel giorno sono passati quasi 74 anni, nei quali il Como non è stato più in grado di ottenere la vittoria nella prima uscita di campionato in massima serie. La storia, quindi, si è ripetuta domenica 24 agosto 2025, quando i lariani di Cesc Fabregas hanno regolato 2-0 la Lazio sempre in riva al Lario, aprendo con i 3 punti la propria stagione, scrivendo un nuovo capitolo della sua storia.
La scorsa stagione è stata un susseguirsi di record per i lariani, tra quelli di vittorie e risultati utili consecutivi che resistevano da oltre mezzo secolo, come nel caso dell'esordio vincente in campionato. Restando in tema di numeri, contro i laziali è arrivata la seconda vittoria su due uscite ufficiali in stagione, dopo il passaggio del turno in Coppa Italia contro il Sudtirol (3-1). Nonché, facendo un passo indietro, della sesta vittoria in sette uscite estive, contando il trionfo in Como Cup e le vittorie in amichevole contro Lille e Betis. Nonostante quattro di queste vittorie siano arrivate in test amichevoli, che non avevano in palio punti o trofei ufficiali, il dato testimonia come Fabregas e i suoi abbiano impostato fin dall’inizio un percorso chiaro in termini di risultati e mentalità. Fabregas ed i suoi stiano lavorando fin dall'inizio nella direzione giusta per risultati e mentalità.
La vittoria schiacciante contro la Lazio ne è testimonianza autorevole. In un Sinigaglia gremito e caliente si è visto la versione migliore del Como di Fabregas: aggressivo fin dai primi scampoli di partita nell'andare a pressare altissima la Lazio ed i suoi portatori di palla, imponendo il suo ritmo di gioco fatto di fraseggi ad alta velocità, sovrapposizioni e scambi continui tra esterni e terzini e costantemente dalle parti dell'area ospite. La netta percezione di superiorità dei lariani fin dal calcio d'inizio è stata evidenziata da molti, compreso Maurizio Sarri nella conferenza stampa post-partita. I dati parlano chiaro: 19-5 il dato sui tiri a favore del Como, perentorio quanto la percentuale sul possesso del pallone che recita un 63% lombardo contro il 37% laziale (a fine primo tempo, addirittura, è stato di 87-13). A dimostrazione che le due reti siglate probabilmente vanno quasi strette al Como, che ha portato a casa il match grazie a due guizzi individuali, che hanno entrambi un comune denominatore: Nico Paz, MVP e mattatore indiscusso della sfida.
L'argentino ha messo in luce tutto il suo talento contro la compagine di Sarri, dipingendo traiettorie che solo pochi eletti possono saper pensare ed eseguire con precisione chirurgica. Come in occasione dell'assist per il vantaggio timbrato da Douvikas, lanciato a rete da un filtrante verticale al bacio scoccato dal mancino dell'argentino, dal quale poi nascerà il gioiello su punizione per il raddoppio. Una rete che ha fatto scattare tutti in piedi al Sinigaglia e che ha messo l'ipoteca sulla partita per il Como. Un colpo da maestro per un talento che il Como si coccola e tiene stretto, anche a fronte di offerte importanti arrivate dal mercato nelle scorse ore.
Da evidenziare, quindi, anche le ottime prestazioni di due esordienti in Serie A: Jacobo Ramón e Jesus Rodriguez. Il primo si è messo in luce per la grande solidità difensiva dimostrata nel corso di tutto il match, durante il quale ha messo alle strette Castellanos, senza disdegnare qualche sortita offensiva che ha saputo anche impensierire Provedel. Il secondo, invece, ha rappresentato probabilmente il principale pericolo pubblico della difesa laziale nel corso del primo tempo: non ha timbrato il tabellino, come nel caso del doppio assist contro il Südtirol, ma con la sua rapidità, imprevedibilità e capacità di saltare l'uomo ha creato più di qualche grattacapo alla difesa avversaria, attirando su di sè il pressing e creando spazi per i compagni. Aveva il compito arduo di sostituire un totem come Diao, non ha deluso le attese.
Difficile, in conclusione, trovare difetti o tasti dolenti in questa prima uscita convincente del Como in Serie A. Come ama ripetere Fabregas, però, i margini di miglioramento non mancano mai e la mentalità che sta portando nell'ambiente impone come obiettivo quello di alzare l'asticella partita dopo partita. Per questo, l'impegno di settimana prossima contro il Bologna rappresenterà per i lariani non solo un banco di prova importante contro una squadra che disputerà le Coppe europee, ma un test di maturità per dimostrare di saper dare continuità a quanto di ottimo messo in atto finora. Restando umili, senza guardare in faccia a nessuno.
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