Dopo oltre un mese di attesa, il Como ha riaperto le porte del Sinigaglia, ritrovando davanti al proprio pubblico una vittoria per cominciare con il piede giusto il 2026: i lariani hanno superato l’Udinese per 1-0, centrando la seconda vittoria consecutiva in casa dopo il 2-0 al Sassuolo del 28 novembre e il secondo successo di fila in campionato, considerando il netto 3-0 di Lecce della scorsa giornata.

Il risultato finale è stato deciso dal rigore trasformato da Lucas Da Cunha nel primo tempo, che ha sfatato un tabù che durava addiritura dal 2003: una maledizione lunga 23 anni, visto che il Como era reduce da sei rigori sbagliati consecutivi nella massima serie. Il punteggio finale, però, non racconta fino in fondo la superiorità mostrata dalla squadra di Cesc Fabregas, soprattutto nei primi quarantacinque minuti. Il Como ha preso subito il controllo del match, costringendo la squadra di Kosta Runjaić a rintanarsi nella propria metà campo e creando una serie di occasioni nitide che avrebbero potuto chiudere la partita con largo anticipo. È mancato soltanto il raddoppio, sfiorato più volte ma mai trovato.

Nella ripresa i ritmi offensivi dei lariani si sono abbassati, ma anche in una gestione più ragionata del vantaggio non sono mancate le opportunità: decisivo il salvataggio sulla linea di Lennon Miller sul tentativo di Caqueret, così come la traversa colpita da Tasos Douvikas. Il Como, però, è stato quasi impeccabile nel controllo del risultato, dimostrando maturità e portando a casa il secondo clean sheet consecutivo.

L’unico vero brivido è arrivato a inizio secondo tempo, quando Ekkelenkamp si è trovato a tu per tu con Butez, senza riuscire a inquadrare lo specchio della porta. Poco dopo, l’Udinese aveva anche trovato il gol del pareggio con Nicolò Zaniolo, bravo a sfruttare una costruzione sbagliata del Como, ma la rete è stata annullata per posizione di fuorigioco in partenza. Per il resto, la retroguardia lariana diretta da Ramón e Kempf ha retto con ordine e compattezza, confermando numeri difensivi di altissimo livello: il Como è oggi la seconda miglior difesa del campionato, alle spalle soltanto del Milan di Allegri.

Una solidità che non si limita al pressing alto, ma che passa anche dalla capacità di difendere con il blocco medio. Un aspetto sottolineato dallo stesso Fabregas nel post-partita, elogiando la maturità dei suoi ragazzi nel saper vincere anche partite “sporche”, come quella contro l’Udinese.

La classifica continua a sorridere. Il Como consolida il sesto posto in solitaria, a prescindere dai risultati del Bologna, ed approfitta anche del pareggio della Juventus allo Stadium contro il Lecce per portarsi a tre punti dal quinto posto. Una posizione che, in base agli incastri europei, potrebbe persino aprire scenari di Champions League. Fabregas però, come sempre, predica equilibrio: la classifica è un dettaglio, l’obiettivo resta crescere partita dopo partita senza pressioni. È ormai impossibile però non riconoscere che questo Como non è più una sorpresa.

Aprire il 2026 con la vittoria certifica ulteriormente lo status raggiunto dai lariani: una squadra solida, credibile e tra le più ostiche da affrontare tra le mura amiche.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 09:00
Autore: Luca Bianchi
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