È stato davvero un giorno di festa, questo 6 gennaio, per il Como. E non soltanto per la ricorrenza dell’Epifania, ma soprattutto per la vittoria schiacciante e convincente ottenuta sul campo del Pisa. Alla Cetilar Arena i ragazzi di Cesc Fabregas si sono imposti con un netto 0-3 sui nerazzurri di Alberto Gilardino, conquistando la terza vittoria consecutiva in campionato e la seconda di fila in trasferta con lo stesso punteggio, dopo il successo del Via del Mare di Lecce nell’ultimo impegno del 2025.
Il primo viaggio lontano dal Sinigaglia del 2026 ha restituito forse una delle migliori prestazioni stagionali del Como, soprattutto per quanto mostrato nel secondo tempo. Un’altra prova di forza, l’ennesima, che conferma come i lariani stiano imparando a vincere da grande squadra: con cinismo, cattiveria e capacità di “uccidere” la partita quando serve. Un Como sempre più cannibale.
Eppure il primo tempo non è stato semplice. La gara è rimasta equilibrata, con occasioni da entrambe le parti. Il Pisa ha colpito un palo con il piattone destro di Tramoni e ha sprecato una buona opportunità con Angori al termine di un’azione personale. Il Como ha risposto con due conclusioni di Nico Paz, neutralizzate dall’ex di giornata Adrian Semper, senza riuscire a sbloccare il risultato come invece era accaduto contro Udinese e Lecce.
La svolta è arrivata nella ripresa. Il Como è rientrato in campo con un altro piglio, alzando il ritmo, schiacciando il Pisa nella propria metà campo e imponendo un pressing costante sul primo possesso nerazzurro. Al 66’ è arrivato il gol che ha cambiato la partita: Maximo Perrone ha trovato il vantaggio con un mancino rasoterra, beffardo, che ha sorpreso Semper. Un gol pesantissimo, che ha sbloccato la gara.
Da quel momento in poi è stato un monologo biancoblù. Il Pisa ha perso compattezza e il Como ha dilagato, trovando altre due reti entrambe con la firma di Tasos Douvikas. Il greco ha prima colpito in contropiede per lo 0-2, su assist di un Jesús Rodríguez finalmente più concreto e continuo, poi nel recupero si è guadagnato il calcio di rigore e lo ha trasformato con freddezza, firmando lo 0-3 finale. Un gol che gli permette di agganciare Nico Paz in vetta alla classifica dei marcatori lariani stagionali.
Ancora una volta emerge un dato chiaro: nessuno come il Como riesce a vincere con questa autorità le partite contro le squadre della parte sinistra della classifica. In un campionato in cui molte big stanno faticando contro avversari sulla carta abbordabili, i lariani stanno mostrando una continuità impressionante. Il Pisa, ad esempio, aveva fermato il Milan sul 2-2 a San Siro. Il Lecce, travolto 0-3 dal Como, ha poi strappato un pareggio alla Juventus. L’Udinese, battuta al Sinigaglia, è stata capace di superare il Napoli. Tutti segnali che certificano il valore di queste vittorie.
Il Como non sorprende più: convince. E spaventa. Perché il cinismo mostrato nelle ultime settimane è quello delle squadre che guardano in alto con legittimità. Europa, Champions League, Europa League o Conference: poco importa. Fabregas continua a predicare calma e a ribadire che la classifica non va guardata, che l’obiettivo resta la crescita del gruppo e del collettivo. Ma i risultati parlano chiaro.
Vincere con questa sicurezza su un campo complicato come quello di Pisa, dove anche Roma, Inter e Juventus hanno sofferto, dà la misura del salto di qualità compiuto. Il Como arriverà ora nel migliore dei modi a un nuovo ciclo di ferro, a partire dalla sfida di sabato contro il Bologna al Sinigaglia, seppur con l’assenza pesante di Jacobo Ramon per squalifica. Poi il recupero contro il Milan, un altro banco di prova di altissimo livello.
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