Cesc Fabregas ha presentato a Mozzato la sfida tra Como e Bologna a 48 ore dal calcio d'inizio del Sinigaglia. Queste le sue dichiarazioni integrali.
Sul Bologna: "Per me è una grandissima squadra, guidata da un allenatore che trasmette energia continua. Mi aspetto un Bologna diverso rispetto a ieri: è una squadra costruita anche per l’Europa, con tanti giocatori di livello simile. Affrontarli è sempre una sfida importante, per come giocano e per come ti costringono a giocare. Per noi sarà un grande test. Il Bologna mi piace molto, così come il suo allenatore, Italiano. Al di là del risultato, vincere o perdere, dal calcio moderno che propone si impara tantissimo».
Su una possibile promessa in caso di qualificazione europea del Como: "Non ha senso parlarne ora. So solo che ci aspetta una partita molto importante contro una squadra fortissima ed è l’unica cosa che mi interessa. Il resto sono parole che si porta via il vento: bisogna dimostrare di essere superiori sul campo".
Sulla partita d'andata ed il livello attuale di Como e Bologna: "La sconfitta dell’andata è stata meritata, ma non credo avessimo giocato male. Io guardo soprattutto la nostra squadra: penso che siamo cresciuti, poco alla volta, soprattutto i giovani e i singoli. Nico, Perrone, Valle e gli altri stanno migliorando insieme. Più partite di questo livello giochi, in contesti diversi, più cresci. Ora siamo più maturi ed è questa la chiave: saper leggere gli avversari e adattarsi alle varie tipologie di calcio per avere più possibilità di vincere".
Sul rendimento in casa e in trasferta: "Analizziamo le due situazioni in modo diverso. Contro l’Udinese la prestazione mi è piaciuta molto, abbiamo risolto alcuni problemi. In casa non abbiamo mai perso davanti alla nostra gente, mentre in trasferta il settore ospiti è sempre pieno. Voglio una squadra capace di giocare bene ovunque: più sei completo e costante, meglio è. In questo momento vedo la squadra con fiducia e con l’idea di provare a vincere sempre".
Sulla crescita di Douvikas: "Quando cercavamo un attaccante c’erano tre profili e abbiamo scelto Tasos perché ha sempre segnato ovunque sia stato. In Spagna si muoveva in modo diverso: è potente, attacca lo spazio e aveva un grande margine di miglioramento. I gol che ha fatto sono da attaccante puro. Sa leggere le difficoltà del difensore, capire quando attaccare la profondità e quando venire incontro. All’inizio qui il problema era proprio il gioco incontro, ma è un aspetto su cui stiamo lavorando. Gli attaccanti di alto livello sanno sempre cosa fare quando arriva la palla. Contro squadre che difendono basse deve trovare il momento giusto e soluzioni alternative. Siamo molto contenti di lui: vedere un giocatore crescere attraverso il lavoro quotidiano per me conta tantissimo».
Sul sentirsi una squadra “fastidiosa” per le altre e la classifica: "Dobbiamo restare con i piedi per terra e gestire bene la situazione. Quando perdi fa male, quando vinci sembra tutto facile: la stabilità è fondamentale, nel calcio come nella vita. La mia mentalità è diversa: a Bologna, anche perdendo, ho avuto la sensazione che con qualcosa in più avremmo potuto vincerla noi. Ma alti e bassi continui non vanno bene. Siamo concentrati su quello che vogliamo fare. La gente parlerà sempre, bisogna abituarsi: hanno criticato Messi e Maradona, figuriamoci noi. Viviamo nello sport più seguito al mondo. Serve tranquillità e focus sul percorso».
Su Diego Carlos e sulle opzioni difensive (domanda TCC): "Diego sta bene. Poi come sempre valuteremo. Dossena sta rientrando, Van der Brempt può giocare anche centrale, c’è Kempf. Ramon ha una percezione del gioco molto interessante, è fortissimo e deve continuare così. Contro il Bologna non ci sarà per squalifica e dovremo gestire al meglio la situazione. Niente alibi: siamo quelli che siamo".
Sulla classifica e sulle sfide con Bologna e Milan: "La classifica si guarda all’ultima giornata. Dopo la partita con la Roma qualcuno pensava che saremmo rimasti lì? No. Quindi piedi per terra e lottiamo con quello che abbiamo, dimostrando che il processo sta andando nella direzione giusta. Io ci credo molto. Non voglio volare sulle nuvole: focus totale sulla partita di sabato. Il sogno è di tutti, ma l’obiettivo è la stabilità".
Sul Como tra le migliori difese in Europa: "Si vede che tutti hanno capito che dobbiamo stare uniti: essere cattivi quando serve e pratici quando serve. Stiamo ancora migliorando alcuni dettagli, come certe palle perse. Difensivamente però la squadra sta crescendo. Giochiamo spesso nello stesso modo proprio per consolidare il percorso e crescere dentro la nostra identità. Anche sconfitte pesanti o di misura ti rendono più forte mentalmente. Questo fa maturare la squadra più velocemente. Siamo una famiglia: organizzati e con la stessa mentalità possiamo fare bene anche difensivamente. E meno gol subisci, più punti fai"
Sulla continuità di rendimento della squadra: "Non so se parlerei di sorpresa, direi piuttosto soddisfazione. Vedere la squadra giocare e divertirsi è un’emozione. Quando non abbiamo la palla tutti devono correre, così come quando ce l’abbiamo. Vogliamo essere il più completi possibile: non solo belli, ma capaci di vincere duelli, fare sprint e transizioni difensive. È intelligenza calcistica, e quella arriva solo partita dopo partita. Il mio sogno è che la squadra si ritrovi da sola in campo, ma per questo serve tempo".
Su Caqueret: "Sono innamorato di lui, mi ricorda me. È dinamico, vuole sempre giocare in avanti e rompere le linee. Quando me lo proposero pensavo fosse uno scherzo: affrontarlo da avversario era un incubo. Per me ha cambiato la nostra stagione l’anno scorso. È un giocatore a cui dai la maglia e gli dici di giocare. Ha esperienza anche in Champions. Contro l’Udinese ha cambiato la partita. In certi contesti è perfetto, in altri va gestito. La cosa che mi piace di più è la sua intelligenza: difensivamente ora è il numero uno. Che parta dall’inizio o entri dopo, è sempre fondamentale. Ora è tornato al top».
Sull’episodio degli elastici a Pisa: "È stata una reazione da allenatore. Mi ero incazzato per un paio di cose ed abbiamo sistemato alcuni dettagli".
Sul rapporto con la piazza: "C’è sentimento, senza dubbio. Faccio le cose con passione e naturalezza. Sono innamorato di quello che vedo: la gente crede in noi. Anche nei momenti difficili sono sempre rimasti al nostro fianco. Si respira un’energia speciale in città, siamo tutti insieme come una sola persona. Nel calcio non si vede spesso. Quello che stiamo costruendo qui è speciale e vogliamo portarlo sempre più in alto".
Su infortunati e mercato: "Addai purtroppo si è rifatto male: ne avrà per altre due o tre settimane. Ramon è squalificato, poi rientrerà Diego Carlos. Domani avremo una riunione sul mercato: al momento non arriva nessuno. Se ci sarà un’opportunità per crescere la valuteremo, altrimenti andiamo avanti con questo gruppo".
Su Kuhn ed i suoi margini di crescita (domanda TCC): "Contro il Pisa lo abbiamo trovato spesso, nel secondo tempo è cresciuto molto. In transizione è forte, palla al piede può fare male. È diverso da Jesus Rodriguez, più timido e riservato. Ha bisogno di fiducia ma anche di trovare la sua forza interiore. Ora ha una grande opportunità e dovrà sfruttarla: qui ha tutto e noi siamo a sua disposizione".
Sull’idea di una formazione tipo: "Per me tutti sono interscambiabili. Ruotiamo molto perché tutti mi dimostrano qualcosa e voglio che si sentano importanti. Nessuno sa se giocherà fino a due ore prima della partita. Chi entra e fa bene è fondamentale. Continuerò così: settimana dopo settimana è una questione fisica e mentale. Questo crea mentalità. Il mio lavoro è spingere sempre la squadra".
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