Quello che avrebbe dovuto essere un classico posticipo del lunedì di Serie A si è trasformato in una serata storica per il Como. I lariani hanno infatti travolto il Torino 1-5 in trasferta, firmando una vittoria su un campo dove mancava da 39 anni, dal 1986, e che assume un retrogusto particolare: appena un anno fa, proprio contro la Lazio di Marco Baroni – oggi sulla panchina granata – il Como aveva rimediato un pesante 1-5 in casa il 31 ottobre 2024. Questa volta, invece, i ragazzi di Cesc Fabregas hanno ribaltato lo scenario, restituendo all’allenatore avversario un punteggio identico grazie a una prestazione di livello Champions League.
La portata dell’impresa è certificata dai numeri: mai nella storia del club si era vinta una trasferta di Serie A con quattro gol di scarto, e mai si erano segnate cinque reti lontano dal Sinigaglia nella massima serie. Numeri che impressionano, numeri che raccontano l’ascesa di una squadra giovane, organizzata, consapevole e totalmente immersa nella proposta di gioco del proprio allenatore.
Il successo del Como nasce da una prova collettiva di assoluto livello, guidata soprattutto da un Jayden Addai in stato di grazia. L’olandese ha firmato la sua prima doppietta in Serie A con la maglia del Como: prima il gol del vantaggio, poi – dopo il pareggio su rigore di Vlasic – la rete dell’1-2 nella ripresa con un destro rasoterra velenoso, imparabile per Paleari. Entrambe le marcature sono arrivate su assist di un Jesus Rodriguez incontenibile: lo spagnolo ha fatto il bello e cattivo tempo sulla corsia sinistra, dominando il duello con Pedersen, eludendo sistematicamente i raddoppi e resistendo anche al supporto difensivo di Maripan, incaricato più volte di raddoppiarlo come sull'azione del primo gol. L'ex Betis ha vinto praticamente tutti i suoi uno contro uno e spesso anche gli uno contro due. Non è un caso: alla vigilia Fabregas aveva spiegato come stesse lavorando con i suoi esterni per attaccare con più decisione il secondo palo. Il primo gol dell'olandese è l’esecuzione perfetta di questo concetto: Rodriguez sfonda a sinistra, Addai attacca forte la zona cieca del difensore ed insacca alle spalle di Paleari. È l’ennesima dimostrazione di quanto la squadra segua pedissequamente le indicazioni del tecnico, e di come Fabregas sia spesso un passo avanti nel leggere problemi e trovare soluzioni immediate.
A completare la giornata perfetta sono arrivate le prime reti in maglia Como per Jacobo Ramon e Martin Baturina, due giocatori che vivono momenti molto diversi. Il croato, uno degli acquisti più onerosi dell’estate e finora tra i più discussi, è entrato all’84° sul 1-4 e ha siglato la manita con un gran sinistro che ha bucato Paleari: un gesto tecnico che può ridare fiducia e sbloccare un talento che Fabregas sta dosando con attenzione. Lo spagnolo, invece, ha trovato il gol del momentaneo 1-3 con un bellissimo colpo di testa sul cross di Maximo Perrone. Una rete che corona una partita difensiva sontuosa, giocata con una sicurezza che non è affatto scontata a vent’anni. Ha ritrovato la via del gol anche Nico Paz, che interrompe così cinque giornate di digiuno e mette la sua firma grazie all’assist – ancora una volta – di Perrone. Il mediano argentino ha giocato una partita di straordinaria qualità, visione e tecnica, al punto da contendere il titolo di MVP proprio ad Addai. I numeri parlano da sè: 2 assist, 52 passaggi completati su 56, 8 dei quali nell’ultimo terzo di campo, 4 duelli vinti su 5. Una prestazione totale da parte un giocatore in vertiginosa crescita, di sicuro affidamento per Fabregas, che ormai si può definire a tutti gli effetti un punto fermo della mediana lariana.
Il Como esce dal Grande Torino con una vittoria storica che lo lancia in una zona di classifica che, solo qualche mese fa, sarebbe sembrata fantascienza. I lariani, dopo aver superato la Juventus, sono ora sesti con 21 punti, forti dei dieci risultati utili consecutivi (non perdono dalla seconda giornata 1-0 a Bologna), a tre punti dalla Champions League e 6 dalla vetta occupata dalla Roma. Sognare non costa nulla, ma soprattutto non è più un’eresia, perchè le ambizioni sono più che mai legittime dopo una prova di forza di queste proporzioni. Il prossimo appuntamento arriverà venerdì 28 novembre, quando al Sinigaglia farà visita il Sassuolo, reduce dal 2-2 contro il Pisa nella giornata di ieri: un’altra occasione per capire fin dove può spingersi il Como di Cesc Fabregas, la rivelazione (non più sorpresa) più luminosa di questo primo spezzone di campionato.
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