Non c’era modo migliore per il Como di salutare il Sinigaglia per il 2025: nell’ultimo appuntamento casalingo dell’anno solare, i lariani hanno superato 2-0 il Sassuolo, centrando la seconda vittoria consecutiva ed allungando a undici la striscia di risultati utili in campionato (dodici considerando anche la Coppa Italia). Proprio i neroverdi erano stati battuti 3-0 nella sfida di coppa, sempre al Sinigaglia, ed anche questa volta la squadra di Cesc Fabregas ha mostrato una solidità e una qualità tecnica da formazione di alta classifica.
Il Sassuolo arrivava a Como distante solo quattro punti in graduatoria e reduce da un avvio di stagione positivo, ma i biancoblù hanno controllato la gara con l’autorità di una big. A sbloccare il match è stato, ancora una volta, Tasos Douvikas: quando parte titolare, il greco si conferma decisivo, quasi a voler ricordare a Morata quale sia — numeri alla mano — il vero riferimento offensivo della squadra. Anche stavolta il suo gol pesa, eccome.
Il raddoppio, invece, porta la firma inattesa di Alberto Moreno, al primo sigillo con la maglia del Como. L’inserimento vincente dello spagnolo, scattato alle spalle della difesa su un lancio illuminante di Nico Paz, sembra tutt’altro che casuale: Fabregas aveva chiaramente preparato questa soluzione, già vista nel primo tempo quando Moreno era andato a un passo dal 2-0 con uno scavetto sull’uscita di Muric.
La serata, però, è stata soprattutto il palcoscenico di un Nico Paz strepitoso. L’argentino, alla fine premiato come MVP dalla Lega Serie A, ha offerto una prestazione totale: qualità pura nella gestione del pallone, visione cristallina nei passaggi, accelerazioni che cambiano ritmo al match. L’assist a Moreno è una gemma, così come la rovesciata che ha fatto il giro dei social sfiorando quello che sarebbe probabilmente stato il gol dell’anno. È sempre il faro tecnico di questo Como, la scintilla che illumina la manovra e trascina la squadra nella fase offensiva.
Da elogiare anche la prova difensiva di Jacobo Ramon, ormai una certezza nonostante i suoi vent’anni. Reduce dal primo gol in Serie A segnato a Torino, contro il Sassuolo ha mostrato una presenza sicura, da veterano, guidato dall’esperienza e dalla leadership crescente di Diego Carlos. In mezzo al campo, infine, Maximo Perrone continua a essere il punto fermo della mediana: Fabregas lo considera indispensabile per equilibrio, letture e continuità. Attorno a lui ruotano da Cunha e Caqueret, ma la sua titolarità non è mai in discussione.
Il 2-0 vale per il Como un momentaneo quarto posto, in attesa dei risultati di Bologna e Inter. Al di là della classifica contingente, una verità appare ormai chiara: i lariani non sono più una sorpresa. Sono una certezza del campionato, una contender credibile per l’Europa e, soprattutto, per la Champions League. In questo momento occupano di diritto l’ultima piazza disponibile per la massima competizione europea, a pari punti con squadre costruite per stare stabilmente al vertice.
Il prossimo appuntamento sarà di quelli che pesano: sabato, a San Siro, contro l’Inter, uno scontro diretto per l’Europa che conta. Fabregas e Douvikas lo hanno detto chiaramente: il Como ci andrà a testa alta, con la consapevolezza di chi può giocarsela ovunque. Perché quel sogno che fino a tre anni fa sembrava irraggiungibile ora non è più un tabù, ma una realtà sempre più concreta: la Champions League.
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