Gianluca Zambrotta è intervenuto oggi dalle colonne della Gazzetta dello Sport per parlare della corsa scudetto in serie A, soffermandosi però anche sul sorprendente Como: "Già l’anno scorso aveva fatto un risultato straordinario arrivando decimo. Oggi il percorso va oltre le aspettative. Chi a questo punto della stagione pensava che potesse stare lì a giocarsela con le big, a pochi punti dalla Champions? Viste le prestazioni delle ultime giornate — ero al Sinigaglia contro l’Udinese —, si nota una squadra serena e anche cinica, che riesce a fare gol e non subirne. Merita di stare lì dov’è" ha detto.

Su Fabregas: "Da grande giocatore quale è stato, ha una marcia in più, soprattutto per il ruolo che faceva. I centrocampisti sono già un po’ allenatori in campo e poi lui ha una grande personalità. Mi piace la sua idea di calcio, come si pone, il suo spirito, il fatto che riesce sempre a dare motivazioni forti e positive".

Sui tanti calciatori di qualità: "C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Partendo dalla difesa, il portiere Butez che con la palla fra i piedi sembra un vecchio libero, e i due centrali Ramon e Kempf, solidi e affidabili. A centrocampo Perrone, Da Cunha e Caqueret non hanno mai paura di prendersi dei rischi. E davanti Douvikas sta facendo un lavoro straordinario".

Pochi italiani però nel Como: "Fabregas ne è consapevole, se ne rammarica e ci sta lavorando. Come me, che sono italiano e in Federazione mi sto occupando di un nuovo progetto per sviluppare il calcio giovanile. Ma non è solo un problema del Como, la maggior parte delle squadre, anche i top club forse tranne l’Inter, nell’undici titolare schierano massimo due-tre italiani. Speriamo che le cose migliorino perché la Nazionale, come si è detto, ne ha estremo bisogno".

Sulla proprietà indonesiana: "La proprietà, che ho conosciuto fin dall’inizio quando è partita dalla Serie D, è seria, ha investito tanto ed è molto presente sul territorio col concetto di comunità. Porta avanti molti progetti, anche a scopo benefico, si sta muovendo per la città con il nuovo stadio, ha comprato, costruito e finito un centro sportivo e sta lavorando allo sviluppo del settore giovanile maschile e femminile. C’è una visione a 360 gradi. Hanno anche portato divi hollywoodiani a Como, la località era già famosa per il lago, George Clooney ha comprato casa qui, gli Hartono sono stati bravi a creare un progetto di intrattenimento basato su questa aurea di notorietà internazionale".

Infine sull'ipotsi Perth, poi tramontata: "Io ero assolutamente d’accordo. Questa possibilità oggigiorno è un modo per poter promuovere il nostro campionato che in questo momento è un po’ in difficoltà e ha bisogno di essere più presente all’estero. Tra gli anni Novanta e Duemila non c’era questa necessità, la Serie A si vendeva da sola. Ora che fa fatica, è giusto creare eventi ad hoc, una o due volte all’anno, che aumentino la visibilità sul mercato".

Sezione: Focus / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 11:30
Autore: Redazione TuttoCalcioComo
vedi letture
Print