Un pareggio che lascia consapevolezza. È questa, probabilmente, la sintesi più fedele di quanto visto al New Balance Stadium di Bergamo, dove il Como ha strappato un buon punto all’Atalanta, nel secondo derby lombardo consecutivo terminato 1-1 dopo quello con la Cremonese. Un risultato che non va visto come singolo punto in più in classifica, ma che rappresenta un tassello di crescita tecnica, tattica e mentale per la squadra di Cesc Fàbregas, anche in sua assenza.
Perché sì, i biancoblù arrivavano a Bergamo in emergenza: senza il proprio tecnico in panchina, squalificato per le proteste nel post-Cremonese, e senza Jesús Rodríguez, espulso in quella stessa partita per un fallo di reazione su Terracciano ed a sua volta squalificato per le prossime 3 giornate. Due assenze pesanti, simboliche quasi: due squalifiche figlie dell’emotività, di quella passione che il Como sta ancora imparando a incanalare nel modo giusto. Ma la risposta della squadra è arrivata forte, concreta, convincente.
Il Como, anche se in emergenza, si è presentato a Bergamo senza paura, affrontando l’Atalanta a viso aperto. Il primo tempo, per ritmo e qualità, è stato qualcosa di eccezionale: pressing costante, transizioni fulminee, duelli continui. Per lunghi tratti è sembrato di assistere a una gara di Premier League più che di Serie A. Due squadre vive, aggressive, affamate. Probabilmente uno dei 45 minuti più belli dell’intero campionato finora.
L’Atalanta era passata avanti con un mancino preciso di Lazar Samardžić, ma il Como non si è scomposto. Ha continuato a giocare, a crederci, trovando il pareggio grazie a Máximo Perrone, protagonista assoluto della serata: prima un salvataggio miracoloso sulla linea su Sulemana, che avrebbe potuto chiudere la partita sul 2-0, poi il fortunoso gol dell’1-1, a coronamento di una prestazione da leader in mezzo al campo.
È da sottolineare, quindi, la tenuta del reparto arretrato nel corso dei 90 minuti. Guidata da un Diego Carlos monumentale, la retroguardia ha tenuto con ordine e compattezza, respingendo la pressione atalantina e gestendo con maturità i momenti più difficili. Coadiuvato da Smolčić e Jacobo Ramón, il centrale verdeoro ha fornito quella leadership ed affidabilità alla difesa che al Como servivano come il pane contro una squadra pericolosa ed offensiva come quella di Juric.
Ecco perché questo pareggio assume valore per i lariani. Perché arriva in un contesto emotivo teso, su un campo difficile dove anche le grandi faticano. Soprattutto perché racconta di un Como che sta crescendo contro le big, che conferma la capacità di soffrire e reagire da situazione di svantaggio, che non si lascia travolgere dagli episodi ma li trasforma in benzina per ripartire. Si tratta di un altro step in quel percorso di crescita di cui parla Fabregas.
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