Una vittoria cruciale per morale, classifica e tanto altro. Una trasferta proficua quella del Como a Firenze, che porta in dote non solo la vittoria per 0-2, ma una rinnovata consapevolezza e, soprattutto, ha visto sfatare due tabù che attanagliavano i lariani da qualche tempo;il primo riguarda le trasferte, parecchio indigeste per gli uomini di Fabregas nel corso di questa stagione. Si pensi che il colpo esterno in Serie A mancava da quasi 5 mesi, con l'incredibile vittoria al Gewiss nel derby contro l'Atalanta. Per il resto sono arrivati 4 pareggi e 7 sconfitte, quartultimo ruolino di marcia del campionato fuori casa. Il secondo riguarda la vittoria, che mancava da 3 giornate, pur con l'attenuante del livello delle avversarie incontrate: Atalanta, Bologna e Juventus, con i felsinei unici ad imporsi nettamente sul Como. Contro bergamaschi e bianconeri, invece, il risultato (in entrambi i casi di 1-2) era stato bugiardo rispetto ai valori emersi in campo, con i lariani superiori nella prestazione per larga parte dei match. Il calcio, però, alla lunga "ti premia quando giochi bene", per citare il tecnico catalano nel post-partita di ieri, e ciò si è riflettuto per l'appunto nella sfida del Franchi.
Stavolta il Como ha imposto la propria legge sia sul piano del gioco che su quello del risultato, espugnando un campo che 10 giorni prima aveva visto capitolare 3-0 l'Inter di Simone Inzaghi sotto i colpi della Fiorentina di Palladino. Una squadra, quella viola, che sta disputando un'importante stagione tra campionato e Conference, in piena lotta per i posti Champions e tra le più difficili da affrontare tra le mura amiche. In 12 incontri al Franchi, i viola avevano infatti ottenuto 7 vittorie e 3 pareggi, perdendo solo contro Napoli ed Udinese. Da ieri il Como si è aggiunto a queste squadre con una vittoria frutto di una prestazione solida e matura: dopo le prime fasi di studio fino al 20' i lariani hanno preso in mano la partita, facendo circolare molto bene il pallone, costringendo così la Fiorentina a chiudersi nella propria metà campo ; trovata la via della rete in due occasioni i lariani hanno poi gestito al meglio il vantaggio fino al novantesimo, contenendo ogni assalto viola.
I gol di Diao e Nico Paz sono due gemme che raccontano perfettamente l'essenza dei giocatori: l'ex Betis ha realizzato con forza fisica e velocità, bruciando i difensori avversari a grandi falcate, insaccando irrisoria facilità solo davanti al portiere. Il trequartista argentino, invece, con un gol di classe e precisione. Un mancino a giro imprendibile per De Gea, che ha potuto solo osservare il pallone baciare il palo ed entrare in porta. Velocità di pensiero, rapidità d'azione, finalizzazione. Un capolavoro. Come quello tattico di Fabregas: la scelta di lanciare Diao prima punta ha pagato alla grandissima, così come la novità del trio in mediana Caqueret, Perrone, Da Cunha. Qualità, dinamismo e corsa, un trio che si amalgama alla perfezione come si è visto sul campo e che portato i suoi frutti. Il Como ha nuovamente dimostrato di saper vincere contro avversarie di caratura più elevata. Ora il prossimo passo è saperlo fare con costanza. Già contro il Napoli? Forse, certamente i lariani hanno dimostrato che nulla è impossibile. E chissà che il mezzogiorno della domenica possa regalare nuovamente emozioni.
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