Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa a margine del pareggio del Como a San Siro contro il Milan. Ecco le sue parole:

Sul commento di Allegri e sulle scuse:

«Chiedo scusa ancora una volta. Il commento di Allegri è stato un po’ esagerato, è stata solo una toccatina, ma resta un gesto che non si deve fare. Come ha detto anche Chivu, le mani devono restare a posto, soprattutto per un allenatore. Capisco la rabbia del momento, a caldo dopo la partita le reazioni possono essere così. Ho già chiesto scusa a mister Allegri e l’avevo fatto anche in altre situazioni in passato. Spero davvero che non succeda più nella mia carriera».

Sul primo punto conquistato a San Siro:

«Non avevo neanche pensato che fosse il primo punto a San Siro, ma sono soddisfatto. Credo che oggi abbiamo fatto tutto meglio del Milan. La prima nostra rimessa dal fondo è arrivata solo al 70’, segno di quanto abbiamo giocato nella loro metà campo. Resta il rammarico per la mancata espulsione di Saelemaekers, che per me era evidente e a dodici minuti dalla fine, con energie fresche in campo, poteva cambiare molto. Detto questo, la squadra mi è piaciuta, soprattutto dopo la prestazione contro la Fiorentina, che resta l’unica partita davvero sbagliata. È chiaro che motivarsi per giocare a San Siro è più facile, ma ora dobbiamo trovare forza ed energia per la Juventus».

Sulla prestazione della squadra:

«Sono orgoglioso dei ragazzi, perché non tutte le squadre vengono a San Siro a giocare così contro il Milan. Allo stesso tempo, quando sei al massimo livello devi capire che non puoi permetterti errori. L’unica cosa che chiedo sempre è di giocare con identità. Nico Paz ha fatto bene da falso nove, bene anche Baturina, mentre Sergi Roberto per noi è quasi come un nuovo acquisto. Inoltre, la prossima settimana dovrebbe tornare anche Diao».

Sulla scelta della difesa a tre:

«Non mi soffermo tanto sui moduli, perché tutto dipende dalla partita, dai punti di forza degli avversari e da dove possiamo metterli in difficoltà. Ho pensato che con tre centrali e le fasce ben occupate potessimo ripartire meglio. Al Milan piace aspettarti per poi colpire, come era successo a Como. Oggi abbiamo provato a concedere un po’ più il pallone a loro, aspettando e osservando cosa avrebbero fatto in possesso. Di solito siamo noi a creare gioco, questa volta abbiamo interpretato la gara in modo diverso e siamo riusciti a limitare il loro giocatore più pericoloso».

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 00:20
Autore: Luca Bianchi
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