La storia si è ripetuta ieri al Diego Armando Maradona e il Como ha scritto un’altra pagina indelebile della propria. Sul campo dei campioni d’Italia, i lariani hanno conquistato l’accesso alla semifinale di Coppa Italia, traguardo che mancava da quarant’anni. E proprio come quasi mezzo secolo fa, anche questa volta l’impresa è arrivata eliminando i campioni in carica: allora fu l’Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli, oggi il Napoli di Antonio Conte. Non solo: il Como è diventato anche la prima squadra italiana a espugnare il Maradona in questa stagione, rendendo la notte ancora più storica.
La partita non è stata semplice. I tempi regolamentari si sono chiusi sull’1-1, con il vantaggio lariano firmato da Baturina su calcio di rigore e il pareggio del Napoli arrivato in apertura di ripresa con Vergara. Da quel momento, i partenopei hanno attaccato con continuità, cercando il gol vittoria, ma il Como ha risposto con ordine, compattezza e una solidità difensiva da grande squadra, riuscendo a portare la sfida fino ai calci di rigore.
Ed è proprio dal dischetto che è arrivata la svolta più simbolica della serata. Una squadra che per mesi, anni, aveva convissuto con il peso di una vera e propria maledizione, oltre vent’anni senza un rigore segnato in Serie A e una lunga serie di penalty falliti in stagione, compreso quello sbagliato da Morata proprio al Maradona, ha trovato una freddezza da grande squadra. Sette rigori trasformati su otto, con il solo errore di Perrone, ed una lucidità che ha fatto la differenza nel momento decisivo. Nel Napoli, invece, Lukaku ha angolato troppo il suo mancino, poi il destro di Lobotka neutralizzato da Butez ha spalancato le porte del paradiso al Como.
Ora all’orizzonte c’è una semifinale da brividi contro l’Inter. Una sfida che ha anche il sapore del tabù, visto che i nerazzurri (insieme al Milan) sono stati l'unica squadra ad aver sempre sconfitto i lariani dal loro ritorno in Serie A. Questa semifinale, dunque, rappresenta l’occasione per spingersi ancora oltre: sfatare il tabù meneghino per raggiungere una finale di Coppa Italia mai vissuta nella storia del club. Ed anche se il sogno dovesse fermarsi qui il percorso resterebbe straordinario. A distanza di un solo anno dalla precoce eliminazione al primo turno contro la Sampdoria, il Como si ritrova tra le prime quattro squadre della competizione nazionale. Qualcosa che dodici mesi fa sarebbe sembrato impensabile.
Forse è ancora presto per capire dove potrà arrivare questo Como. Ma una cosa è certa: da ieri sera, se ancora non fosse chiaro, nulla è più impossibile ai ragazzi di Fabregas. Vincere al Maradona, eliminare i campioni d’Italia, tornare in semifinale di Coppa Italia dopo quarant’anni non è un caso, è il frutto di quella crescita alla quale il tecnico catalano fa spesso riferimento e che ormai è evidente a tutti. Questo Como compete, resiste e vince. E quando arriva il momento decisivo non trema. Qualunque sarà il finale di questa storia la notte di Napoli resterà come un punto fermo: il Como si è fatto grande e di limiti non ne ha.
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