Dopo il ko casalingo contro la Fiorentina di sabato, Cesc Fabregas ha parlato così in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Milan, valido per il recupero della 24ª giornata di Serie A.
Mai vinto contro il Milan.
"Giocare bene non vuol dire per forza vincere, altrimenti il calcio sarebbe una cosa diversa e verrebbe spiegato differentemente. Dobbiamo fare le cose giuste e farle bene. Siamo una società e una squadra molto giovane, il percorso è diverso per noi. Non siamo ovviamente pronti per provare a vincere lo Scudetto. So che abbiamo fatto bene, basta vedere la classifica, però per come conosco e intendo io il calcio, io dovevo sempre vincere con la migliore squadra e il miglior allenatore, ed è così. Per noi il percorso non è sempre lineare, ma serve a farci crescere. La strada da fare è lunga e bella e ti fa vedere le cose da un'altra prospettiva. Succeda quel che succeda. Quando si perde o quando si vince il mio messaggio ai ragazzi è sempre lo stesso”.
Con il Milan siete sempre andati sopra ma poi avete sempre perso. Anche l'anno scorso.
"Questo purtroppo non possiamo deciderlo, chi segna o no. Ti devi adattare. Continuerà ad accadere. Non andiamo contro la superficialità del pensiero che una partita somiglia a quella dell'anno scorso. Quello che stiamo facendo al Como è qualcosa di diverso. Chi pensa che il Como sia preparato per vincere il campionato si sbaglia, lo dico sin dal primo giorno. L'altro giorno la Fiorentina è arrivata tre volte in porta e ha fatto due gol. Non siamo stati bravi a concretizzare con varie squadre, Cagliari, Genoa, Atalanta, noi non abbiamo dei fenomeni o dei giocatori che fanno davvero la differenza. Alcune volte quello che fai diventa oro, altre volte invece no. Il Como tenta sempre di proporre, di accelerare. Non abbiamo Lamine Yamal o Lewandowski, vogliamo crescere coi nostri ragazzi. Continuare in modo che ogni anno ci sia una crescita importante della squadra affinché tra 2-3 anni saremo maturi e consapevoli di quello che vogliamo fare”.
Morata c'è andato pesante dopo la Fiorentina.
"Dipende da cosa vuol dire pesante. Parlare dopo una partita e dire una cosa che penso sia naturale, che si vede. La provocazione è parte del calcio, chi non può gestire quello…beh. Tutti sanno che esiste questo tipo di giocatori che cercano di provocarti, di farti sbagliare. Non ho parlato con lui, ha chiesto anche scusa, ha parlato anche tramite i social".
Nel 2011 si parlava di un mister X al Milan. Era Fabregas?
"No, non ero io il mister X. Per il Milan c'è stata solo una volta, nel 2016, quando non giocavo tanto con Conte al Chelsea inizialmente, ho parlato con Gazidis. Ma quando sono andato via dall'Arsenal era solo o Barcellona o niente per me. Era Barcellona o Arsenal”.
II Como ha numeri da big, svariati superiori al Milan che domani sfiderà. Cosa servirà per superare il cinismo, la furbizia e l'esperienza di una squadra così?
"Noi in realtà non siamo una big, anche se i numeri ci dicono che dovremmo stare più in alto in classifica. Non abbiamo la continuità da top club. La mia sensazione è che in una partita top, il Milan, anche soffrendo la nostra forza e partita a Como, sia rimasto tranquillissimo. Loro aspettavano il loro momento. Questo te lo dà solo l'esperienza. A Modric non importa niente, ha vissuto di tutto. Se gioca contro 150mila persone non gli cambia. Ai nostri invece no. È questo che dobbiamo far capire. Poi si perde la prospettiva e il senso logico. Se togli Sergi Roberto, Morata... noi siamo la squadra di media età più bassa. Gasperini ha detto in un post-partita che la società deve fargli capire se volesse una squadra U23 o andare in Champions. Noi stiamo allenando una squadra U22, neanche U23. Stiamo facendo un’ottima stagione. La Roma ha speso invece tantissimo per 4 giocatori per fare la Champions, noi no. Abbiamo preso un giocatore che ieri è andato in Svezia a fare la patente perché ha fatto 18 anni. Noi proveremo a fare una grandissima gara, contro quella che è la seconda in classifica. Quanto a me, devo migliorare nel post-partita. Gestire meglio le emozioni a caldo".
Ci ha sorpreso dopo la Fiorentina.
"Sabato calmo? È l'esperienza che inizia a farsi sentire. Dipende sempre con questi ragazzi. L'altro giorno Luis Enrique ha detto nel post-sconfitta del Rennes che nel post- partita quello che dice l'allenatore o il giocatore non ha valore, è roba detta a caldo. Quello che si pensa a caldo, le emozioni sono troppo esagerate, non si dicono le cose in maniera lucida e razionale”.
Le parole del presidente Suwarso dopo la Fiorentina:
“Sì ci ho parlato dopo la partita, siamo allineati con quello che pensiamo in società, anche con Ludi. Valorizziamo tutto quello che c'è in squadra. Continuiamo a migliorare ogni giorno. Se un giorno si arriva a livello strutturale, di giocatori, tutti insieme per vincere, io mi prendo la responsabilità per farlo. Ma non è mai facile vincere. La più forte in Italia? Ovviamente l’Inter, hanno giocato tanto insieme. E solitamente è difficile che succeda. II PSG ha vinto la Champions dopo 15 anni. Siamo tranquilli, ma con l'obiettivo di provare a vincere sempre".
Come stanno Diao e Goldaniga? Gli altri?
"Assane e Goldaniga si sono allenati molto bene per tornare il prima possibile. Domani poi tutti a disposizione. Il Milan? È una squadra storica, sarà una partita pericolosa".
La prossima sarà con la Juve.
"Ammetto che abbiamo già cominciato a preparare la prossima partita, non mentirò. Ma come staff non abbiamo il tempo di farlo, anche oggi possiamo guardare e analizzare di più. Il nostro focus deve essere sui ragazzi".
Il Milan sarà senza Rabiot che mossa si aspetta?
"Hanno Jashari ad esempio. Loro sono una grandissima squadra, hanno perso solo 2 partite, sanno come gestire la gara".
Nico Paz non riesce a fare la differenza da un mese e mezzo.
"La vita del top player è questa. Siete voi che dite che domani andrà al Real Madrid. Anche l'anno scorso lo dicevate, e alla fine non è andato. Se sei speciale e non stai nel tuo miglior momento, devi accettare la critica. Tutto passa. Io sono la persona più autocritica del mondo, poi se c'è qualcuno peggio di me in bocca al lupo. Io uso l'autocritica esagerata contro di me, così da iniziare il giorno dopo con tantissima forza e diventare migliore del giorno prima. C'è chi invece pensa di essere il migliore e non gliene faccio colpe. Nico deve avere stabilità, ha la mentalità forte e grandissime qualità. Senza di lui la squadra ha comunque trovato le dinamiche giuste e risultati e performance adeguate. Lui fisicamente sta bene, prima della Coppa Italia con la Fiorentina ho parlato con lui, volevo addirittura lasciarlo a casa e non portarlo per farlo riposare. Ma lui si sente forte, si sente bene. È tranquillo, un ragazzo molto a posto, con una famiglia molto seria, è stato educato bene. Ce ne sono altri che sono da gestire in maniera diversa".
Ha letto le notizie su Dele Alli?
"Gli mando sempre un in bocca al lupo e gli voglio bene per il futuro, ma non è qua e non so niente di quello che gli succede".
Baturina ha pestato un po' i piedi ai compagni contro la Fiorentina?
"Tatticamente è una cosa da top. Pensava di doversi prendere la responsabilità ma alle volte era addirittura esagerato, tra le linee e in difesa stava molto a suo agio però il nostro gioco posizionale richiede alcune cose”.
Un giocatore che è completamente trasformato è Baturina, ha saputo valorizzarlo largo a sinistra. Così facendo però forse ha penalizzato Jesus Rodriguez, che adattato a destra sembra faticare.
"Jesus Rodriguez può giocare sia a destra che a sinistra. Può darti tanto stando largo, ha avuto un percorso un po' difficile e ha fatto benissimo a sinistra, adesso è un po' calato. Devo essere bravo io a gestirlo. Addai prima era al top, poi si è infortunato e da poco si è ripreso. Questo lo so, mi devo abituare. Devo avere la forza di mantenerlo vivo. Sono tutti diversi i miei ragazzi e giorno dopo giorno devo gestirli".
Infastidito dall’essere stato superato dall'Atalanta?
"Non mi preoccupavo neanche quando ero quarto”.
Stefano Nesti
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