"Se è un sogno, non svegliateci". Probabilmente è questo il pensiero che oggi domina le menti dei tifosi lariani e di chi ieri sera ha assistito ad un evento storico: l’esordio assoluto del Como in Champions League, nonché la primissima partita del club in una competizione europea, per di più all'esordio ufficiale del rinnovato Sinigaglia.
Il Como lo ha fatto subito in grande stile, con una vittoria tonante per 4-1 contro i tedeschi del RedBull Lipsia, frutto di una prestazione talmente autoritaria da far sembrare i ragazzi di Cesc Fabregas abituati da sempre a palcoscenici del genere. Come se alle spalle avessero già centinaia di partite di Champions League e non si trattasse, invece, della loro prima volta. In un Sinigaglia vestito a festa è finalmente riecheggiata quella musichetta che ogni tifoso sogna, almeno una volta nella vita, di ascoltare dal vivo prima di vedere i propri beniamini disputare la competizione per club più affascinante del mondo. Ed i lariani, alla loro prima volta, l’hanno onorata alla perfezione.
Lo hanno fatto nel segno di un sontuoso Martin Baturina, grande protagonista della serata con il primo gol europeo della storia del club e un assist meraviglioso per il raddoppio di Tasos Douvikas. Il greco si conferma ancora una volta l’attaccante ideale per il calcio di Fabregas e manda un altro segnale a Moise Kean: quella maglia da titolare davanti al trio delle meraviglie sulla trequarti dovrà essere conquistata. Perché il numero 9 del Como, intanto, ha messo a segno anche il suo primo gol in Champions League.
Alle sue spalle, poi, il talento straborda ed incanta. Baturina, Nico Paz e Diao si sono divertiti e hanno fatto divertire. Se il primo tempo è stato uno one-man-show del croato, il dieci argentino è salito in cattedra soprattutto nella ripresa, servendo due assist, il primo dei quali proprio ad un Diao che è stato l’assoluto dominatore della fascia destra. Un duello nettamente vinto contro un giocatore di grande esperienza internazionale come David Raum, culminato in quello che probabilmente è stato il gol più bello della serata fatto di pura potenza, garra e pura grinta per un esterno che ha letteralmente arato la corsia di destra. Nico Paz ha poi confezionato anche l’assist per Perrone, entrato dalla panchina dopo che il centrocampo era stato presidiato molto bene da Luis Milla e Da Cunha. L’argentino ha firmato il definitivo 4-1, lo stesso risultato maturato al Ferraris soltanto pochi giorni prima.
Il Como si è ripetuto e soprattutto non si è lasciato schiacciare dalla pressione di una prima notte di Champions League, che avrebbe fatto tremare le gambe a tantissimi. Non lo ha fatto nemmeno di fronte a quel ritmo incessante che soltanto il massimo livello del calcio europeo sa proporre. Anzi, è sembrato perfettamente a proprio agio. Perché Fabregas questa squadra l’ha plasmata a propria immagine e somiglianza. L’ha studiata e costruita anche (se non soprattutto) per competizioni come questa, per partite come questa, dotandola di una mentalità ormai riconoscibile.
Non è un caso che il Como sia stata l’unica squadra italiana a vincere nella prima giornata e non si è trattato, come detto, di un successo banale. Una vittoria che ha portato improvvisamente il nome del Como sulla bocca di tutta Europa: se in Italia il progetto lariano è ormai una realtà consolidata, dopo un 4-1 del genere anche il continente ha iniziato ad accorgersi di ciò che sta accadendo sulle rive del lago. Il Como si candida così a essere una delle sorprese più affascinanti e, allo stesso tempo, più insidiose della competizione. Basta leggere la classifica della League Phase. Anche grazie a una differenza reti impreziosita dai quattro gol segnati all’esordio, i lariani si ritrovano al quinto posto dopo la prima giornata. Davanti ci sono soltanto quattro colossi del calcio europeo: i campioni d’Europa del PSG, il Barcellona, il Manchester United, tre delle prossime avversarie di Fabregas, oltre all’onnipresente Bayern Monaco.
Il Como, alla sua prima uscita europea, ha mostrato immediatamente i muscoli e soprattutto ha dimostrato che quel calcio capace di produrre risultati straordinari in Italia, portando il club dalla Serie B alla Champions League nel giro di appena due anni, è perfettamente compatibile con i ritmi europei. Forse, addirittura, lo è ancora di più. E l’avversario alla vigilia non si presentava di certo agevole: il Lipsia è una delle realtà più importanti del calcio tedesco, reduce dal terzo posto in Bundesliga e sostenuto da un progetto, quello Red Bull, che ha fatto del calcio propositivo, giovane e divertente uno dei propri marchi di fabbrica. Per certi versi, una filosofia non così distante da quella del Como. Solo che ieri sera i biancoblù hanno dimostrato di saperla interpretare meglio.
È proprio per questo che i lariani non vogliono fermarsi. Fabregas, nella conferenza stampa post-partita, ha insistito sulla necessità di mantenere altissimo il livello dell’attenzione. Dopo una vittoria del genere sarebbe facile esaltarsi, adagiarsi sugli allori e perdere qualcosa in termini di concentrazione. La testa, invece, è già a lunedì e alla sfida contro il Parma, per l’esordio casalingo in Serie A. In un Sinigaglia che, però, la propria stagione l’ha già inaugurata come mai era accaduto nei suoi oltre cent’anni di storia.
Con la coppa che tutti sognano e che tutti vorrebbero giocare almeno una volta. Una competizione unica per le emozioni che riesce a regalare. Ieri Como ha vissuto un evento storico, Fabregas ed i suoi ragazzi lo hanno reso leggenda. E questo è soltanto l’inizio.
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