A Como provano ancora a mantenere i piedi per terra, ma i numeri raccontano una storia difficile da ignorare. La squadra di Cesc Fabregas ha iniziato la stagione con un rendimento che la colloca stabilmente nelle zone nobili della classifica, confermando quanto il progetto del club sia ormai distante da quello di una semplice neopromossa.

Nel giro di pochi anni il Como ha scalato rapidamente le categorie, trasformandosi da realtà della Serie D a protagonista del massimo campionato italiano. Una crescita accompagnata da investimenti importanti e da una programmazione che ha avuto come obiettivo quello di costruire una struttura competitiva nel lungo periodo.

Il paragone con le grandi del campionato può ancora sembrare prematuro, ma la partenza dei lariani ha inevitabilmente acceso l'attenzione.

UNA ROSA PIÙ PROFONDA

Il salto di qualità è arrivato anche attraverso il mercato. Durante l'estate il Como ha inserito numerosi nuovi giocatori, aumentando la quantità e soprattutto la varietà delle alternative a disposizione di Fabregas.

L'investimento economico è stato significativo, ma la strategia della società è stata quella di individuare profili compatibili con l'idea di calcio dell'allenatore. Non semplici giocatori da inserire nell'organico, dunque, ma elementi capaci di interpretare compiti differenti e adattarsi alle esigenze della partita. La profondità della rosa assume ancora più importanza considerando il calendario. Il doppio impegno settimanale richiede alternative affidabili e una gestione più ampia delle energie.

IL SALTO DI MATURITÀ

Uno degli aspetti più interessanti riguarda però la mentalità. Rispetto al passato, il Como sembra aver compiuto un passo avanti nella gestione dei momenti difficili. La squadra non ha più bisogno di dominare ogni fase dell'incontro per sentirsi dentro la partita. Sa anche soffrire, abbassarsi quando necessario e attendere il momento giusto per tornare a colpire. La sfida contro il Parma ha rappresentato un esempio significativo. Di fronte alle difficoltà, i giocatori di Fabregas hanno mantenuto il proprio piano di gara senza perdere lucidità. È proprio questa capacità di adattamento che può distinguere una squadra sorprendente da una formazione realmente competitiva.

I NUOVI PROTAGONISTI

Il mercato ha inoltre modificato il livello qualitativo dei singoli reparti. Trevoh Chalobah ha portato esperienza internazionale e personalità in difesa, mentre Luis Milla ha aggiunto qualità e ordine alla zona centrale del campo. Sulle corsie esterne Kaiki Bruno e Yan Couto offrono corsa e spinta, mentre Moise Kean garantisce profondità e fisicità al reparto offensivo. Non tutti i nuovi arrivati hanno ancora trovato continuità. Samuele Ricci e Mattia Liberali, per esempio, stanno cercando il proprio spazio all'interno delle gerarchie. Con l'aumentare degli impegni, però, le loro caratteristiche potrebbero diventare preziose.

NESSUN LIMITE DICHIARATO

Il Como continua così a crescere senza rinunciare alla propria identità. L'obiettivo dichiarato non è quello di inseguire necessariamente un traguardo  specifico, ma di consolidarsi ai piani alti della Serie A.La strada è ancora lunga e il campionato presenterà ostacoli molto diversi da quelli affrontati nelle prime giornate. Ma una cosa è già evidente: il Como non vuole più vivere soltanto di entusiasmo. La squadra di Fabregas sta costruendo qualcosa di più strutturato. E mentre fuori dal campo si preferisce evitare proclami, sul terreno di gioco il Como continua a dimostrare di poter guardare sempre più in alto.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 08:19
Autore: Daniele Luongo
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