Il Como non smette di stupire. L'ascesa dalla Serie D alla Champions League in appena sette anni rappresenta uno dei percorsi più sorprendenti del calcio italiano recente. Dopo lo storico 4-1 rifilato al Lipsia al debutto europeo, anche Lele Adani ha voluto analizzare dalle colonne del Corriere della Sera il progetto costruito dal club lariano. L'ex difensore di Inter e Fiorentina ha individuato soprattutto nella figura di Cesc Fabregas uno dei principali artefici della trasformazione del Como, partendo dalle parole del presidente Mirwan Suwarso.

“FABREGAS COME CRUYFF PER IL BARCELLONA”

“C'è una frase, pronunciata da Mirwan Suwarso, che qualifica in pieno il percorso del Como di questi anni”, ha spiegato Adani. Il riferimento è alle parole del presidente, che ha definito Fabregas “quello che Johann Cruyff è stato per il Barcellona”. Un paragone accompagnato da un'altra dichiarazione significativa: “Cesc ci ha insegnato a credere e a sognare in grande”. Per Adani, è proprio questa la chiave del progetto: “Saper ascoltare, credere in quella idea, circondarsi di dirigenti, a cominciare da Charly Ludi, che quella idea la supportano e la stimolano ogni giorno”. Un lavoro di squadra che ha permesso al Como di costruire una precisa identità, dentro e fuori dal campo.

“UNA RIVOLUZIONE PER IL CALCIO ITALIANO”

Adani considera quello del Como un modello completamente diverso rispetto alla tradizione del calcio italiano: “Una rivoluzione e una chiara anomalia per il nostro calcio. Ma perfettamente in linea con una proposta di campo che oggi è modello in Europa”. Il riferimento è soprattutto al calcio proposto da Fabregas, costruito su una struttura capace di generare continuamente soluzioni diverse attraverso i movimenti dei giocatori. “Da questa struttura, per certi versi simile ai ‘quadrati’ proposti da Xavi, ovviamente al Barcellona, si creano innumerevoli variabili grazie alle scelte degli interpreti e ‘allenate’ da Cesc”. E proprio sulle scelte si concentra uno dei concetti più importanti espressi dall'ex difensore: “Le scelte si allenano. Esattamente come le grandi d'Europa: il calcio va in questa direzione”.

“SUBIRE, MA RIBATTERE. O MEGLIO: IMPORRE”

Secondo Adani, il punto non è evitare a tutti i costi di subire, ma mantenere la propria identità anche nei momenti di difficoltà. “Nelle partite, tutte le squadre, a questo livello, possono subire. Ma la chiave è non rinunciare mai al proprio calcio. Subire, certo, ma ribattere, o meglio: imporre”. Anche la fase difensiva deve quindi essere funzionale a questo principio: “Ci sono momenti della gara dove è necessaria una fase difensiva, ma alternando altezze, cercando appena possibile di rimanere alti, per non abbassare troppo i tuoi giocatori offensivi”.

LA FRECCIATA: “IN ITALIA NON HANNO CAPITO”

Infine, Adani ha lanciato una stoccata al modo in cui il percorso del Como rischia di essere interpretato dai media italiani. “Quello che sta facendo il Como non ha niente di ordinario, ma è talmente anomalo che, in Italia, soprattutto per invidia, arriveranno a pretendere scudetto e chissà quale traguardo in Champions”. Il rischio, secondo l'ex difensore, è quello di non comprendere la vera portata della rivoluzione portata avanti dal club: “Non hanno capito, o fanno finta di non capire, che oggi, in riva al lago come in ogni angolo che conta del continente, il calcio ha già scelto”. La conclusione di Adani è un vero e proprio elogio al progetto lariano: “E, per fortuna di tutti noi appassionati, il club ha capito”.

Sezione: News / Data: Dom 13 settembre 2026 alle 18:00 / Fonte: tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
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