Passare dalla Serie D alla storica vittoria in Champions League nel giro di sette anni ha richiesto al Como uno sforzo economico enorme. La crescita del club lariano è stata accompagnata da una lunga fase di investimenti, sostenuta soprattutto dalla famiglia Hartono e diventata ancora più intensa nelle ultime stagioni.

Sul campo i risultati sono arrivati sotto la guida di Cesc Fabregas, ma dietro al progetto c’è una macchina finanziaria che ha richiesto risorse significative.

GLI INVESTIMENTI SUL MERCATO

Considerando le stagioni dalla 2023/24 a quella attuale, il Como ha investito sul mercato circa 406 milioni di euro. Una progressione impressionante, cresciuta parallelamente alla categoria raggiunta dalla squadra. Dai circa 14 milioni spesi nell’ultima stagione di Serie B si è passati ai 100 milioni del 2024/25, primo campionato in Serie A. La cifra è poi salita a 127 milioni nel 2025/26, fino ad arrivare ai 165 milioni investiti nella sessione di mercato appena conclusa. Una strategia aggressiva, necessaria per costruire rapidamente una rosa competitiva ai massimi livelli.

I CONTI E IL SOSTEGNO DEGLI HARTONO

La crescita sportiva ha inevitabilmente fatto aumentare anche i costi di gestione. Tra stipendi e ammortamenti, il Como è passato dai circa 30 milioni del 2023/24 agli 80 milioni della stagione successiva. Per il 2025/26 la stima si aggira intorno ai 110 milioni, mentre per la stagione in corso il costo complessivo potrebbe arrivare a circa 140 milioni. A sostenere questa espansione c’è la famiglia Hartono. Negli ultimi anni sono stati investiti circa 390 milioni di euro nella controllante londinese Sent Entertainment, con una parte consistente delle risorse destinata direttamente al Como e il resto alle altre attività legate al progetto, dall’academy alle strutture commerciali e immobiliari fino al settore digitale.

Secondo Forbes, il patrimonio della famiglia raggiunge circa 32 miliardi di dollari.

LE PERDITE E IL NODO UEFA

La crescita ha avuto però un prezzo anche sul fronte dei bilanci. Dal 2020 il Como ha accumulato perdite aggregate per circa 217 milioni di euro, con un rosso particolarmente pesante nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025: 132 milioni. Anche il bilancio 2025/26 dovrebbe chiudersi con una perdita importante, stimata intorno ai 100 milioni di euro. Il prossimo passaggio fondamentale sarà quindi il rapporto con la UEFA e il rispetto delle regole del Fair Play Finanziario. Il Como potrebbe arrivare a un settlement agreement tra aprile e maggio 2027, momento nel quale saranno definite anche le tempistiche per riportare i conti verso l’equilibrio. Tra le strade possibili c’è quella del player trading, grazie alle potenziali plusvalenze legate a giocatori come Diao, Baturina e Douvikas. Ma un altro elemento può diventare decisivo: la Champions League.

LA CHAMPIONS PUÒ CAMBIARE I CONTI

La partecipazione alla massima competizione europea rappresenta infatti una fonte di ricavi fondamentale. Con la vittoria sul Lipsia, il Como ha raggiunto un incasso minimo garantito di circa 34 milioni di euro. Continuare a frequentare il palcoscenico europeo permetterebbe quindi al club di aumentare sensibilmente le proprie entrate e rendere più sostenibile il progetto. Il Como non vuole essere soltanto una sorpresa sul campo. La vera sfida sarà trasformare questa crescita straordinaria in un modello stabile, capace di reggere nel tempo anche fuori dal terreno di gioco.

Sezione: Focus / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 09:20
Autore: Daniele Luongo
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