Alla vigilia dell'atteso derby contro l'Atalanta, Cesc Fabregas si è presentato in conferenza stampa a Mozzate. Di seguito le sue parole:
Su Douvikas ed il momento della squadra: "Tasos sta bene, si è allenato regolarmente e sarà a disposizione. In generale il giudizio su questo mese di gennaio è positivo: la squadra ha mostrato l’atteggiamento giusto in un periodo per noi inusuale, con gare molto ravvicinate. Ho visto un gruppo partecipe, consapevole dell’importanza delle partite e capace di mantenere un clima positivo. Sono stati coinvolti tutti i giocatori disponibili e chi è entrato in campo ha sempre dato il proprio contributo, nel rispetto dei compagni. Questo aspetto mi soddisfa molto. Per la partita di domani, però, servirà uno sforzo ulteriore: dovremo mettere qualcosa in più dal punto di vista dell’energia per conquistare il risultato".
Sull’Atalanta e sull’approccio partita dopo partita: "Andiamo avanti gara dopo gara, senza pensare ora a Napoli, Fiorentina o Juventus: arriveranno, ma la cosa più importante è il presente. Domani vogliamo fare una grande prestazione contro l’Atalanta, una squadra fortissima, da top tre del campionato. Servirà mettere in campo la giusta energia contro un avversario di altissimo livello: se non gioca Raspadori possono entrare Lookman, Samardzic o Zalewski, parliamo comunque di giocatori di grande qualità. È un’altra sfida importante per noi. Possono cambiare anche undici uomini e restare, se non addirittura diventare, ancora più forti. Per fare punti contro squadre di questo tipo dobbiamo essere al cento per cento. Non siamo una big e restiamo umili".
Sulla costruzione dal basso di Butez: "È un aspetto su cui lavoriamo molto da mesi. Dipende da chi ti concede di giocare e da chi invece ti viene a pressare: dobbiamo essere pronti a tutte le soluzioni. Che saltino o meno sul portiere, che ci siano marcature a uomo, il fatto di saper giocare in modi diversi ti rende più preparato. Il giocatore viene messo nelle condizioni di affrontare il contesto che troverà nel weekend, poi rifiniamo alcune situazioni specifiche. La cosa più importante resta il lavoro quotidiano: quando c’è quello, tutto diventa più naturale".
Su Morata e le scelte in attacco: "Morata ha giocato otto minuti contro la Fiorentina e dall’esultanza si è vista tutta la sua emozione e la sua energia, ma dobbiamo essere prudenti. Vogliamo avere tutti a disposizione e in buone condizioni in questi ultimi quattro mesi circa. Con lo staff medico abbiamo valutato che Alvaro, al momento, non può andare oltre i 45 minuti, quindi serve calma. Douvikas sta bene ed è pronto a giocare, così come gli altri. Domani prenderemo la decisione migliore in base a come possiamo far male all’Atalanta, poi la scelta emergerà direttamente nel corso della partita".
Sulle rotazioni: "Tutti possono giocare. Ci sono tre ruoli in cui ancora non ho deciso e questo dice molto sul livello di competizione che c’è all’interno della squadra. Per me la cosa più importante è che i giocatori si sentano tutti titolari ed è per questo che, da allenatore, sono molto soddisfatto. Chi scende in campo fa sempre la differenza, con la voglia di migliorarsi e di aiutare il compagno. L’altro giorno Van der Brempt aveva preso un giallo e rischiava il secondo contro un giocatore come Fazzini, che ti punta e può crearti difficoltà: loro queste situazioni le capiscono, non c’è egoismo. Ho parlato anche con Smolcic, ognuno deve fare il proprio lavoro. Se a volte devo cambiare a metà partita, tutti comprendono il perché: per vincere non possiamo restare in dieci. Sono tutti coinvolti, siamo una squadra. Poi siamo il Como e sappiamo da dove veniamo".
Su Kuhn e la corsa Champions: "Per me l’avversario è sempre quello del giorno dopo. Kuhn arriva dalla Champions e conosco bene la sua ambizione, ma non dobbiamo pensare di essere più forti di Milan, Inter o Napoli. Magari in futuro potremo parlare di altro, ma oggi la nostra vera sfida è contro noi stessi. Lavoriamo con l’idea di crescere e costruire, siamo pienamente dentro questo processo. Ci sono delle fasi ed in questo momento siamo anche più avanti di quanto immaginassimo due anni fa. Serve però calma: affrontiamo ogni partita andando a duemila, con grandissimo rispetto per tutti, ma sapendo che possiamo sempre dire la nostra".
Sul momento della partita e la concentrazione del gruppo: "Se pensiamo che contro una squadra più in basso in classifica dobbiamo stare più attenti per capirne l’importanza, allora il discorso cambia. Io vedo che l’Atalanta è dietro di cinque punti, ma in ogni partita bisogna andare sempre a mille. Ogni gara ha una storia diversa, con dinamiche proprie. Domani affrontiamo una squadra fortissima: gioca chi gioca, sono tutti di livello altissimo. Cerchiamo di arrivare alla gara con tutte le informazioni possibili: domani avremo diciannove giocatori di movimento più i portieri e dovranno essere tutti concentrati, perché nessuno sa in anticipo se giocherà. A volte provo una formazione, ma non posso ruotare troppo. In passato è capitato che qualcuno non si aspettasse di giocare e non fosse pronto, ora invece tutti sono preparati. E domani lo saranno ancora di più, perché stiamo sbagliando sempre meno".
Su Sergi Roberto: "L’ho visto decisamente meglio. Ha una qualità speciale e una grande fisicità: averlo al massimo del ritmo sarebbe come avere un nuovo acquisto. Nell’ultima partita ha giocato 70 minuti e mi è piaciuto molto. Il punto però non è solo il minutaggio, ma il carico che si può dare al giocatore nei giorni successivi. Domani può essere una gara in cui può darci una mano, ma bisogna gestirlo con attenzione insieme al preparatore dal punto di vista fisico, perché non voglio commettere errori come in passato. Se parli con lui ti dice sempre di stare bene, ma magari non era il momento giusto per due partite consecutive. Speriamo di aver imparato".
Su Baturina ed il suo inserimento nel sistema di gioco: "È un lavoro che parte totalmente da Martin. Poi è chiaro che si è dovuto adattare ai nostri principi, soprattutto a livello difensivo. Abbiamo dovuto trovargli uno spazio e un ruolo ben preciso, ma il merito è tutto suo. Noi cerchiamo di lavorare sempre con la stessa energia: non è che, se un giocatore costa 22 milioni, allora riceve più attenzioni. Lui ha una qualità enorme, la partita contro l’Ajax è stata devastante, ma bisogna sempre trovare il momento giusto e il contesto giusto. Serve tempo. È un giocatore intelligente, si muove bene e capisce tante situazioni del nostro modo di lavorare. Sono molto contento per lui e per la squadra: avevamo bisogno di un profilo così. In generale sono soddisfatto di tutti, perché mi dimostrano di poter fare la differenza".
Sulla gestione del lavoro con il calendario fitto: "Il carico di lavoro si abbasserà. Abbiamo preparato un piano per arrivare forti alla partita di Coppa contro il Napoli: non si vince aumentando i carichi. La famiglia è importante e, al di là di tutto quello che si dice sui calciatori e sui soldi che guadagnano, cerchiamo di concedere anche un po’ di riposo. Loro sanno comunque che domani dovranno fare la partita dell'anno".
Sul modello Atalanta nella valorizzazione degli italiani: "Anche qui giocano italiani: Goldaniga ha giocato, così come Cerri. Pisati era in panchina insieme a De Paoli ed avrei potuto farlo debuttare se il punteggio fosse stato diverso, perché se lo meritano. Ricordo anche Dossena: lo consideravamo un profilo giovane e fisico e una delle ragioni per cui lo abbiamo preso è proprio il fatto che sia italiano. Detto questo, non possiamo portare un giocatore qui solo perché è italiano. Deve rientrare nella nostra dinamica, altrimenti no. Tanti ragazzi della Primavera si allenano con noi e l’idea è quella. Per me sarebbe un sogno vedere Rispoli tornare pronto e preparato per stare stabilmente con la prima squadra. Una cosa è certa: non prenderemo mai qualcuno solo per fare contento qualcuno. Abbiamo un modello di gioco preciso e servono giocatori che lo capiscano bene. Se poi non si trovano o se qualcuno preferisce andare alla Juventus invece che al Como, va bene così. La Primavera è prima in campionato e speriamo di trasformare quei giocatori in elementi da prima squadra. Lo ha detto tante volte anche il presidente: è questo l’obiettivo che vogliamo raggiungere un giorno".
Sul ballottaggio Addai/Kuhn sulla destra: "Quando si giocano così tante partite la cosa più importante è la gestione. L’altro giorno, ad esempio, pensavo di schierare Baturina, ma parlando con lui non era del tutto convinto: sentiva che affrontare quattro gare consecutive sarebbe stato troppo impegnativo, così ho preferito farlo riposare. Con Morata e Sergi dobbiamo avere la stessa attenzione. Addai sta recuperando e si vede quello che può dare, ma impiegarlo per più di 45 minuti domani sarebbe un rischio, visto che è stato fuori praticamente sei settimane. Cerchiamo di studiare ogni situazione, confrontandoci con i giocatori per capire come stanno fisicamente, ma anche cosa hanno nella testa".
Sull’assenza dei tifosi dell’Atalanta e sull’apporto del pubblico di casa: "Anche se ci fossero cinquemila tifosi atalantini, giocando in casa sentirei comunque solo i nostri. Se potessi mandare un messaggio ai tifosi direi di aiutare la squadra, di spingerla e di trasmettere tantissima energia: i ragazzi se lo meritano. Abbiamo bisogno di questo sostegno per provare a fare la partita perfetta".
Sul mercato: "Per un’operazione non è ancora tutto chiuso, ma so che la situazione sta andando bene. Cuenca invece è fatto, anche se non arriverà subito".
Sulle differenze tra le Atalanta Palladino e Juric: "L’identità è la stessa, anche se ora il gioco è più posizionale. C’è maggiore struttura, ma penso che Palladino stia facendo un grandissimo lavoro: è una squadra consolidata. Per me restano troppo forti".
Su Diao e Goldaniga: "Per il vero Diao credo che dovremo aspettare soprattutto marzo, aprile e maggio. Tra circa tre settimane inizierà ad allenarsi con il gruppo: il percorso sta andando un po’ più lento rispetto a quanto speravamo e dobbiamo gestirlo con grande attenzione. L’idea è che possa diventare un vero acquisto per gli ultimi tre mesi. Per Goldaniga, invece, ci vorrà ancora un po’ di tempo".
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