Mister Marco Giampaolo è intervenuto in conferenza stampa al termine di Cremonese-Como, sfida valida per la 38ª giornata di Serie A Enilive. Ecco le sue dichiarazioni al completo riportate dal canale ufficiale dei grigiorossi:
Mister, resterà alla Cremonese?
“Bisogna rispettare i tempi, dopo questo epilogo c’è bisogno di metabolizzare e recuperare, avendo la serenità necessaria per fare tutte le valutazioni del caso. La Cremonese è un club forte, solido, che è capace di ripartire e fare meglio in futuro. Non mi tiro indietro, ma adesso è il momento di metabolizzare il risultato finale. Poi si vedrà”.
Qual è il suo rimpianto riguardo la gara di oggi?
“Il Como è di un’altra categoria, di un altro livello. È sempre difficile impostare una partita contro di loro, hanno qualità tecniche che gli consentono di rispondere a qualsiasi strategia. Lo sapevo e mi aspettavo un Como in palla, forte, che sarebbe venuto qui a determinare la partita perché non è una squadra italiana, che calcola, ma che se può sportivamente ti ammazza. Abbiamo dovuto giocare sperando di crearci la possibilità attraverso una gestione di un certo tipo. Alla luce dei fatti è stata una partita proibitiva, poi siamo rimasti in 10. Il rigore per loro mi è parso generoso, ma ripeto che il Como è di un altro livello e l’ha confermato guadagnando il posto in Champions League”.
Come si spiega il rendimento negativo del girone di ritorno, anche prima del suo arrivo?
“Noi per salvarci avremmo dovuto fare 15 punti dal nostro arrivo. Oggi la classifica dice tutto, in 9 partite è una media importantissima. Non sarebbe bastato il pareggio con la Lazio, serviva un ruolino di marcia da Champions League perché la quota salvezza si è alzata tantissimo. Io ho avuto una squadra corretta e professionale, fin troppo ordinata. Quando non si centra un obiettivo non bisogna cercare la spiegazione nei comportamenti, nella condizione fisica… È fuorviante. Io posso parlare solo della mia gestione, il mio gruppo ha lavorato, è una squadra non qualitativamente forte ma costruita per esserlo quantitativamente. Questo gli ha permesso di fare dei punti, anche se non è bastato. Ma con me non hanno mai buttato via un allenamento, sono sempre stati molto disciplinati. Per quanto mi riguarda i calciatori si sono comportati sempre bene”.
Cosa ha detto alla squadra?
“Lì ho ringraziati per la disponibilità che mi hanno dato e di cui ho appena parlato. Nello sport si può vincere e si può perdere, è il modo che fa la differenza. Soprattutto come si reagisce alle difficoltà. Non conosco il futuro di ciascuno e le situazioni contrattuali”.
Cos’è successo durante il diverbio tra Grassi e l’arbitro che ha portato al rosso?
“Probabilmente ha protestato per il calcio di rigore, bisogna capire il momento e la situazione, ci si giocava una partita che poteva essere ancora utile per l’obiettivo. Erano da evitare le espulsioni successive, quelle di chi si stava scaldando, ma lo capisco. Se il sangue ribolle qualche reazione ci deve essere. Non so cosa abbia detto”.
C’è qualcosa che avrebbe fatto diversamente?
“Se mi guardo indietro vado a cercare punti da qualche parte. si poteva vincere con il Torino, pareggiare con la Lazio o altro, ma non è detto che avremmo vinto comunque a Parma o a Udine. Il mio ragionamento è stato: quanti punti servono per salvarsi in nove partite? La risposta è 15, un ruolino di chi lotta per altri obiettivi”.
Autore: Daniele Luongo
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