Martin Baturina al Como, mentre Petar Sučić finiva all’Inter. Dietro le due operazioni di mercato c’è una storia che parte da un obiettivo diverso da quello poi concretizzato dal club lariano. A raccontarla è stato Mirwan Suwarso, presidente del Como, nel corso di una lunga intervista pubblicata sul canale YouTube del giornalista Hanif Thamrin, di LNS.

Al centro del racconto c’è anche Fabrizio Romano, che avrebbe segnalato a Suwarso il profilo di Baturina, smentendo così la curiosa ricostruzione secondo cui il presidente avrebbe scoperto il giocatore grazie al videogioco Football Manager.

IL RUOLO DI FABRIZIO ROMANO

«No, non è andata esattamente così. In realtà Baturina mi è stato segnalato da Fabrizio Romano. Un giorno mi ha detto: “Ti interessa conoscere questo giocatore?”. Gli ho risposto: “Chi è? Non lo conosco”», ha raccontato Suwarso.

Il presidente ha spiegato che, dopo aver ricevuto la segnalazione, ha chiesto al reparto di analisi dei dati del Como di studiare il calciatore, all'epoca alla Dinamo Zagabria.

«Mi ha spiegato che c'era un agente interessato a incontrarmi. Normalmente non incontro gli agenti, ma ho chiesto di chi si trattasse. Quando ho sentito il nome Baturina, mi è sembrato familiare. Allora ho chiesto al nostro reparto di analisi dei dati di studiarlo. Mi hanno risposto: “Non abbiamo nemmeno bisogno di guardare i numeri, sappiamo già chi è”. Io però ho insistito: “Verificate comunque tutti i dati”».

L'obiettivo era capire soprattutto se il talento croato fosse pronto ad adattarsi rapidamente al calcio italiano e alle esigenze della Serie A.

SUČIĆ ERA IL PRIMO OBIETTIVO

La rivelazione più interessante riguarda però Petar Sučić, centrocampista poi approdato all'Inter. Secondo Suwarso, era proprio lui il giocatore che il Como aveva inizialmente individuato per rinforzare la squadra.

«In realtà il giocatore che volevamo acquistare inizialmente era Petar Sučić», ha spiegato il presidente.

E alla domanda se si trattasse proprio del centrocampista nerazzurro, Suwarso ha confermato: «Esattamente, proprio lui. Avevamo già raggiunto un accordo con la Dinamo Zagabria per Sučić. Non ricordo esattamente tutti i passaggi di quel periodo, ma l'intesa con il club c'era».

L'operazione, tuttavia, si è scontrata con una richiesta economica che il Como ha ritenuto eccessiva, legata alle commissioni degli agenti.

COMMISSIONI TROPPO ALTE, IL COMO CAMBIA STRATEGIA

«Il problema è stato che le commissioni richieste dagli agenti erano quasi equivalenti al prezzo del trasferimento. A quel punto abbiamo detto che non aveva alcun senso», ha raccontato Suwarso.

Il presidente ha quindi ribadito la necessità di rispettare precisi criteri economici nelle operazioni di mercato: «Anche quando vuoi acquistare un giocatore devi mantenere dei limiti ragionevoli e fare valutazioni economiche sensate».

La trattativa per Sučić è stata così accantonata, mentre il centrocampista ha proseguito il proprio percorso all'Inter. Per il Como si è aperta invece la strada che ha portato all'acquisto di Baturina.

«BATURINA ERA UN'OCCASIONE INTERESSANTE»

La scelta del talento croato non è stata quindi una semplice alternativa di ripiego, ma il risultato di una valutazione tecnica ed economica.

«Così abbiamo rinunciato all'operazione. Sučić è andato all'Inter e noi abbiamo avuto l'opportunità di prendere Baturina. In realtà cercavamo un giocatore con le caratteristiche di Sučić, un numero 8. Ma Baturina rappresentava un'occasione interessante. Abbiamo studiato i dati, erano tutti positivi, e abbiamo deciso di procedere».

Un retroscena che chiarisce la strategia del Como: l'idea iniziale era puntare su un centrocampista con caratteristiche precise, ma davanti a una trattativa diventata economicamente poco conveniente il club ha scelto di cambiare obiettivo. Una decisione che ha portato Baturina sulle rive del lago, attraverso un percorso nato da una segnalazione e sviluppato grazie al lavoro degli analisti.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 14:34
Autore: Daniele Luongo
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