«Ci sono partite che rimangono per sempre nella storia di un club e dei suoi tifosi». Comincia così l’editoriale di Xavier Jacobelli sul Corriere dello Sport, dedicato allo straordinario 4-1 del Como contro il Manchester United. Una notte indimenticabile, descritta dal giornalista come «un luna park di gol, emozioni, calcio di eccellente qualità», con i lariani capaci di dominare una delle squadre più prestigiose del panorama internazionale.

A prendersi la scena è soprattutto Nico Paz, protagonista assoluto della sfida: «Due reti, l’una più bella dell’altra; l’assist per Douvikas; tocchi di classe adamantina, una partita a tutto campo sotto il diluvio del Sinigaglia». Per Jacobelli, la formazione di Cesc Fabregas ha «annichilito i Red Devils», imponendosi grazie alla qualità del gioco, alla velocità e a un’organizzazione tattica di alto livello.

«UNA DELIZIA VEDERE IN AZIONE QUESTO COMO»

Dopo il 4-1 al Lipsia all’esordio e la sconfitta di Rotterdam, il Como ha firmato un’altra impresa nella sua prima avventura in Champions League. Jacobelli evidenzia soprattutto la straordinaria evoluzione del club, capace di passare dai campi della Serie C alla ribalta europea in pochi anni.

«Il 22 ottobre 2020 pareggiava 0-0 con la Pergolettese in Serie C e il 21 ottobre 2026 in Champions ha disintegrato una Grande del football mondiale rimpicciolendola ai minimi termini», scrive l'editorialista, sottolineando la portata del risultato ottenuto al Sinigaglia.

Il Manchester United si è presentato con diverse assenze, ma anche Fabregas ha dovuto fare i conti con le indisponibilità di Diao, Kean, Rodriguez e Chalobah. Un contesto che non ridimensiona la prestazione dei lombardi, capaci di esprimere un calcio convincente e di grande personalità.

«Per chi ama il calcio, è una vera delizia vedere in azione questo Como», osserva Jacobelli, mettendo in risalto la differenza tra l'identità ben definita dei padroni di casa e le difficoltà mostrate dagli inglesi.

«NESSUNO PARLI DI FAVOLA O DI MIRACOLO»

Il passaggio più significativo dell’editoriale riguarda la natura stessa dell’impresa. Per Jacobelli, il successo del Como non è frutto del caso, ma il risultato di un progetto tecnico preciso, di un’identità riconoscibile e di interpreti all’altezza.

«Questo Como gioca a memoria, le verticalizzazioni sono il suo marchio di fabbrica, la vocazione alla manovra offensiva è congenita, gli interpreti sono all’altezza dello spartito».

Da Nico Paz a Douvikas, passando per Baturina, Ramon, Da Cunha e Perrone, sono tanti i protagonisti di una serata che ha esaltato le qualità individuali all'interno di una prestazione corale. È proprio questa la chiave di lettura proposta dall'editorialista, che invita a riconoscere il valore del lavoro svolto da Fabregas e dalla società.

Il messaggio finale è netto e racchiude il senso dell'intera analisi: «E che nessuno parli di favola o di miracolo. Questa vittoria è un’opera d’arte».

Sezione: News / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 11:30
Autore: Daniele Luongo
vedi letture