Prima dell’attuale stagione di successi, a Como non mancavano le delusioni. La città aveva già assistito ad avvicinamenti societari che sembravano promettere una svolta e che, invece, si erano conclusi rapidamente, lasciando dietro di sé aspettative tradite e nuove difficoltà.

Nel 2010 fece discutere la vicenda di Raffaele Ciuccariello, che si presentava come un nobile e arrivò accompagnato da presunte guardie del corpo, rivelatesi poi suoi figli. L’esperienza durò pochissimo.

Successivamente, l’interesse legato alla moglie del calciatore Michael Essien alimentò altre speranze, ma anche quella parentesi terminò rapidamente. Il Como si ritrovò così ancora una volta a dover ripartire dalle categorie inferiori.

QUANDO LA FIDUCIA SEMBRAVA FINITA - È comprensibile, quindi, che l’arrivo della proprietà indonesiana sia stato accolto inizialmente con prudenza. Dopo tante promesse, molti tifosi avevano smesso di credere alle svolte annunciate.

Questa volta, però, il progetto ha preso una direzione diversa. Investimenti, organizzazione societaria e una visione orientata al lungo periodo hanno contribuito a costruire una realtà ambiziosa.

La trasformazione del Como non rappresenta soltanto una crescita sportiva, ma anche un cambiamento nel modo di pensare il futuro del club. Per una piazza abituata alle difficoltà, la nuova dimensione ha il sapore di una seconda possibilità.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 11:00
Autore: Daniele Luongo
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