Centoventi anni di storia, ormai alle porte. Ma per i tifosi del Como la festa è già cominciata. Quella di oggi è una nuova giornata destinata a restare nella memoria del popolo biancoblù. Dopo l’esordio assoluto al Sinigaglia contro il Lipsia, la prima trasferta europea assume un significato speciale: è la conferma di un cambiamento di status che, fino a pochi anni fa, sarebbe stato difficile anche soltanto immaginare.

Dai campi di provincia alle grandi trasferte europee

Fino a non molto tempo fa, le trasferte più attese dai fedelissimi lariani si consumavano sui campi polverosi della Lombardia. Seregno, Pro Sesto e Caronnese erano le avversarie da superare nella corsa al campionato di Serie D, mentre i viaggi più impegnativi si spingevano al massimo fino al Piemonte o alla Liguria.

Oggi, invece, il palcoscenico è quello internazionale. Rotterdam si prepara ad accogliere una presenza significativa di sostenitori del Como, soprattutto se rapportata a una città che conta poco più di 80 mila abitanti. I biglietti destinati al settore ospiti del De Kuip sono andati esauriti in pochi minuti: saranno 1.042 i tifosi biancoblù presenti sugli spalti.

Una festa che coinvolge tutta la tifoseria

Non tutti potranno essere presenti allo stadio, soprattutto per ragioni economiche o lavorative. Ma la distanza non impedirà ai sostenitori rimasti a casa di condividere l’emozione della partita, fianco a fianco con gli amici di stadio, nei bar e nelle sedi dei club.

Anche la città di Rotterdam si è organizzata per accogliere i tifosi in sicurezza. La municipalità e le autorità locali hanno predisposto una fan zone dedicata, dove i sostenitori comaschi potranno ritrovarsi prima di raggiungere lo stadio in corteo.

Per il Como e la sua gente, dunque, non sarà soltanto una partita europea. Sarà il simbolo di un percorso straordinario, dalle difficoltà del passato a un presente fatto di nuove ambizioni, viaggi internazionali e un entusiasmo che non ha mai smesso di accompagnare la squadra.

Sezione: News / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 10:35 / Fonte: La Gazzetta dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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