Siamo arrivati alla sosta per le nazionali di novembre, molto attesa anche per la sfida tra Italia e Norvegia, che però difficilmente offrirà agli azzurri la possibilità di festeggiare in anticipo la qualificazione ai prossimi Mondiali. Con il campionato fermo dunque, questo rappresenta il momento migliore per tirare un primo bilancio di questo inizio di stagione, che vede il Como come una delle sue principali rivelazioni.
I lariani infatti occupano il settimo posto in classifica con 18 punti, frutto di 4 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta nelle prime 11 giornate. Il Como quindi, insieme al Milan di Allegri, è la squadra che ha perso di meno, vantando anche la seconda miglior difesa del campionato con appena 6 reti subite (appena dietro agli stessi rossoneri di un solo gol, n.d.r.).
La solidità difensiva rappresenta uno dei segnali più evidenti della crescita del Como di Fabregas: nelle ultime quattro partite, infatti, la squadra ha subito appena un gol (nel 3-1 contro il Verona), mantenendo la porta inviolata in tre occasioni. Qualcuno ha interpretato i recenti pareggi con Parma e Cagliari come un piccolo calo di rendimento, ma in realtà il Como ha mostrato maturità e grande compattezza difensiva, qualità importanti per una squadra che punta a stabilirsi nella zona alta della classifica.
Tra i protagonisti di questo avvio di stagione spicca senza dubbio Nico Paz, autore di 4 gol e 4 assist nelle prime 11 giornate. L’argentino si è reso spesso decisivo in zona gol per il Como, confermandosi come il talenti più in vista della Serie A ed uno dei più importanti al mondo (citofonare a Leo Messi per conferma). Non stupisce quindi che mezza Europa lo stia osservando con grande attenzione. Accanto a lui, Perrone e Da Cunha stanno diventando sempre più punti fermi nel sistema di Fabregas, avendo garantito fin qui rendimento costante e prestazioni solide in mezzo al campo, coadiuvati da Maxence Caqueret.
Non mancano, purtroppo, i flop. Il rendimento di Álvaro Morata rappresenta infatti la principale delusione finora: ancora a secco di gol e con un solo assist all’attivo. Dallo spagnolo ci si aspettava ben altro e l’errore a tu per tu con Caprile nell’ultima gara contro il Cagliari, assieme all'uscita stizzita dal campo dopo gli screzi con Yerri Mina, sono probabilmente l'emblema del suo inizio di stagione difficile. Meglio invece Douvikas, che ha saputo farsi trovare pronto con 3 gol e 2 assist, con reti importanti come quelle per sbloccare i match contro Lazio e Verona. Tra i flop va inserito anche Martin Baturina: il secondo acquisto più oneroso dell'estate non sta ripagando l'investimento con le prestazioni in campo. Spesso partito dalla panchina, non ha ancora trovato la propria dimensione, che lo stesso Fabregas sta ancora cercando.
In difesa spiccano Kempf e Diego Carlos, i pilastri della comparto difensivo. Il primo ha già segnato due gol pesanti (contro Fiorentina e Juventus), mentre il secondo ha portato quell’esperienza e leadership che nella scorsa stagione spesso latitava nel reparto arretrato.
Da seguire anche la crescita dei giovani spagnoli Jacobo Ramon e Jesús Rodríguez, arrivati rispettivamente da Real Madrid e Betis. Hanno mostrato lampi di talento, ma la sensazione è che il loro vero potenziale sia ancora tutto da esprimere.
Troviamo infine Assane Diao, penalizzato e giustificato però dal lungo infortunio che lo ha tenuto fuori per le prime sette giornate. Tornato a disposizione solo a Parma, l'esterno spagnolo sta ancora cercando condizione e brillantezza: il Como confida di rivedere presto il giocatore esplosivo e decisivo ammirato nella scorsa stagione
I lariani, dunque, hanno ampi margini di crescita e non si pongono limiti. Nelle dichiarazioni ufficiali prevale la cautela, ma il pensiero di una qualificazione europea non è più utopia. Sia che si tratti di Champions, Europa League o Conference League, per il Como sarebbe un traguardo storico. Dopo la sconfitta di Bologna alla seconda giornata, nel frattempo, i ragazzi di Fabregas sono imbattuti da nove partite, dietro sempre al Milan di una sola partita per la più lunga d'imbattibilità in campionato. In una Serie A così equilibrata e con una classifica così corta, quindi, ogni scenario è possibile.
Fabregas, cresciuto molto anche come allenatore, sta plasmando un gruppo unito e consapevole. Il progetto tecnico e societario procede nella stessa direzione: con umiltà, ma anche con ambizione.
Al ritorno dalla pausa, i lariani saranno di scena all'Olimpico Grande Torino contro i granata di Baroni; seguirà l'ultimo impegno casalingo del 2025 contro il Sassuolo. Dicembre sarà dunque un mese di sole trasferte, ma questo Como ha dimostrato di non temere nessuno anche lontano da casa: gioca a testa alta ovunque e contro chiunque.
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