Nel corso dell’intervista concessa al Corriere dello Sport, Giuseppe Bergomi ha fatto il punto su alcuni dei temi più attuali del calcio italiano, partendo dal percorso della Nazionale e dalla necessità di valorizzare i giovani.

Per l’ex difensore dell’Inter, il ricambio generazionale rappresenta un processo che si ripete ciclicamente nella storia del calcio italiano. “È ciclico. Accadde pure dopo il Mondiale del 1974, quando arrivarono Bernardini, Bearzot e in campo i vari Gentile, Antognoni...”.

Bergomi guarda con interesse ai nuovi talenti che potrebbero trovare spazio nel prossimo futuro: “Ora mi incuriosisce tanto Romano. Presto vedremo anche Pisilli e Favasuli”.

L’ex nerazzurro invita inoltre a non avere paura di sperimentare: “Dobbiamo sperimentare, magari accettando senza drammi anche la sconfitta in questa prima fase”.

IL MOMENTO DEL COMO

Tra le realtà che stanno attirando maggiormente l’attenzione c’è anche il Como guidato da Cesc Fàbregas. Bergomi ha riconosciuto l’appeal della squadra lombarda, pur sottolineando che il giudizio dovrà tenere conto anche degli impegni ravvicinati.

“Il Como va valutato sul doppio impegno, però tiene incollati alla tv”, ha spiegato l’ex calciatore.

L’analisi si è poi allargata agli equilibri delle principali squadre italiane. Secondo Bergomi, il divario tra l’Inter e le altre formazioni non è così ampio: “Juve e Milan hanno il dovere di giocarsela, Roma e Napoli hanno lo status da grande”.

Tra gli allenatori che stanno ricevendo un giudizio positivo c’è anche Gennaro Gattuso, protagonista sulla panchina della Lazio: “Sta facendo un gran lavoro”, ha sottolineato Bergomi.

IL DIBATTITO SUGLI ARBITRI

L’ultimo tema affrontato riguarda invece il nuovo orientamento arbitrale. Su questo argomento Bergomi ha una posizione precisa e sostiene la necessità di una maggiore presenza dei direttori di gara nelle situazioni di gioco.

“Per me gli arbitri dovrebbero fischiare di più, sennò diventa rugby”, ha dichiarato.

L’ex difensore ha infine difeso anche l’utilizzo della tecnologia: “E non si può pensare che il Var sparisca”.

Una presa di posizione che apre ancora una volta il confronto sul modo in cui arbitri e tecnologia debbano intervenire durante le partite e sull’equilibrio tra continuità del gioco e tutela dei calciatori.

Sezione: News / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 10:14 / Fonte: Tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
vedi letture