Tra lo stadio Sinigaglia e il centro sportivo di Mozzate è nata una vera e propria enclave calcistica spagnola. Tutto è iniziato con l'arrivo di Cesc Fabregas, approdato sul lago di Como negli ultimi anni della sua carriera da calciatore, quando il club militava ancora in Serie B.

L'ingaggio dell'ex campione del mondo rappresentava inizialmente una scelta strategica della proprietà indonesiana: aumentare la visibilità internazionale del club, attirare sponsor e proiettare il Como oltre i confini del calcio italiano. Col tempo, però, il rapporto tra Fabregas e il club si è trasformato in qualcosa di molto più profondo.

Un'identità costruita sul campo - Il passaggio di Fabregas dalla panchina al ruolo di allenatore ha consolidato un progetto tecnico fondato su idee condivise, cultura del lavoro e ambizione. Il Como ha conquistato la Serie A imponendo un'identità chiara: possesso palla, costruzione dal basso, calcio propositivo e valorizzazione dei giovani talenti, come Nico Paz.

Per sviluppare questa filosofia, il tecnico spagnolo ha inevitabilmente guardato al mercato del suo Paese.

Una colonia iberica sul lago - Oggi il Como è la squadra non spagnola dei cinque principali campionati europei con il maggior numero di calciatori spagnoli in rosa. Sono sette i giocatori iberici presenti nell'organico: Ramon, Álex Valle, Andrés Cuenca, Luis Milla, Jesús Rodríguez, Álvaro Morata e Iván Azón.

A loro si aggiungono due profili cresciuti calcisticamente in Spagna, pur avendo origini diverse: Nico Paz, nato a Tenerife, e Assane Diao, trasferitosi in Spagna dal Senegal all'età di tre anni.

Il mercato segue la filosofia - Cresciuto nella Masia del Barcellona, Fabregas ha trasferito sul lago di Como molti dei principi che hanno reso celebre il calcio spagnolo: controllo del ritmo, qualità tecnica, possesso palla e rapidità di pensiero.

L'ultima sessione di mercato ha modificato alcuni interpreti senza cambiare la direzione del progetto. Gli addii di Alberto Moreno e Sergi Roberto hanno lasciato spazio agli arrivi di Luis Milla e Andrés Cuenca, due profili che incarnano perfettamente la filosofia del tecnico.

Nonostante la differenza d'età — Milla è un centrocampista esperto, mentre Cuenca è un difensore classe 2007 — entrambi hanno dimostrato fin dai primi test estivi contro Paris FC e durante la Como Cup di essersi inseriti rapidamente nei meccanismi della squadra.

Una scelta strategica - La forte presenza di calciatori spagnoli non rappresenta una semplice preferenza personale di Fabregas, ma una precisa strategia tecnica.

Il settore giovanile spagnolo forma da anni giocatori abituati a un calcio tecnico, associativo e basato sulla costruzione dal basso. Attingere a quel mercato permette al Como di ridurre i tempi di adattamento e di inserire in rosa calciatori che condividono già gli stessi principi tattici dell'allenatore.

Lo sguardo al futuro - Il progetto del Como continua così a crescere seguendo il modello del calcio spagnolo, con l'obiettivo di coniugare qualità tecnica, intensità e una precisa identità di gioco. La colonia iberica rappresenta oggi uno dei pilastri della visione di Fabregas, che punta a consolidare il club ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo.

Sezione: Focus / Data: Lun 03 agosto 2026 alle 08:44 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Daniele Luongo
vedi letture