Nove gol, una vittoria storica e una notte destinata a rimanere nella memoria del Como. Eppure Cesc Fabregas non vuole che la squadra si lasci trascinare dall'euforia. Il successo contro il Lens ha acceso l'entusiasmo dei tifosi e attirato l'attenzione dell'Europa, ma il tecnico spagnolo preferisce mantenere la calma e riportare tutti alla realtà.

«È vero, siamo nella storia. È stata una serata indimenticabile per i nostri tifosi e per la società. È girato tutto dalla nostra parte, è andato tutto bene, ora però dobbiamo continuare così perché domenica abbiamo un'altra partita importante».

Parole che raccontano perfettamente la mentalità di Fabregas. L'allenatore vuole godersi il momento, ma senza perdere di vista gli obiettivi stagionali. La prossima sfida contro l'Inter rappresenta già un banco di prova importante.

NESSUN FESTEGGIAMENTO, C'È GIÀ L'INTER

Il tempo per celebrare l'impresa è stato pochissimo. Il Como è rientrato dalla Francia nelle prime ore del mattino e la priorità è diventata immediatamente recuperare le energie.

«È giusto goderci questo momento perché il gruppo se lo merita, ma il calcio viaggia a velocità altissima. Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all'Inter».

Fabregas conosce bene le difficoltà della prossima partita e non nasconde il valore dell'avversario: «Ci aspetta una partita durissima in casa dei campioni d'Italia in carica, sarà una sfida molto dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale, abbiamo poco tempo ma dobbiamo prepararla al meglio».

LA VERA IDENTITÀ PRIMA DI TUTTO

Il risultato contro il Lens è straordinario, ma per Fabregas conta soprattutto il modo in cui la squadra è riuscita a raggiungerlo. «L'obiettivo è andare a Milano per mostrare la nostra vera identità».

È questa la sfida più importante per il Como: dimostrare che il 9-1 non è stato soltanto una serata irripetibile, ma la conseguenza di un percorso di crescita che deve continuare anche in campionato.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 07:51 / Fonte: La
Autore: Daniele Luongo
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