Le scuse con gli occhi lucidi

L'ingrato compito di presentarsi davanti alle telecamere dopo un tracollo che segna in negativo la storia del Lens  è toccato a Michaël Cuisance. Il centrocampista francese, vecchia conoscenza del calcio italiano per i suoi trascorsi con le maglie di Venezia e Sampdoria, è intervenuto ai microfoni di Canal+ visibilmente scosso e con gli occhi lucidi al termine dell'incredibile 1-9 incassato al Bollaert-Delelis per mano del Como di Cesc Fàbregas:

«Non ho davvero parole per commentare quello che è successo stasera sul campo. L'intera squadra ha l'obbligo di reagire immediatamente e fare molto meglio di così. Stiamo giocando la UEFA Champions League, che è il massimo palcoscenico possibile, e abbiamo il dovere morale di onorare questa competizione prestigiosa. Oggi non siamo stati assolutamente all'altezza dell'evento né del nostro pubblico. Ci dispiace enormemente per i nostri tifosi, che meritavano tutt'altro spettacolo».

Il verdetto del campo: una vera e propria lezione

Travolti dal palleggio, dall'intensità e dal cinismo spietato dei lariani, i giocatori del Lens non sono mai riusciti ad arginare l'ondata offensiva guidata da Douvikas e Nico Paz. Cuisance, tuttavia, ha voluto guardare in faccia la dura realtà senza cercare scuse o alibi:

«Perdere fa sempre male, a prescindere dal risultato finale. Ma quanto accaduto stasera va oltre il semplice punteggio: questa non è stata una semplice sconfitta, dal Como abbiamo ricevuto una vera e propria lezione di calcio e di atteggiamento. Dobbiamo avere l'umiltà di assorbire questo colpo durissimo, imparare da ogni singolo errore commesso nell'arco dei novanta minuti e capire fino in fondo che tipo di carattere e di orgoglio possiede questo gruppo».

Prendersi le responsabilità per ripartire

In conclusione del suo sfogo ai microfoni della tv francese, il centrocampista del Lens ha chiamato tutto lo spogliatoio a un profondo esame di coscienza per evitare ripercussioni psicologiche sul prosieguo della stagione:

«Nella mia vita e nella mia carriera ho dovuto attraversare momenti personali anche peggiori di questo. La serata odierna deve trasformarsi obbligatoriamente in un punto di svolta formativo: dobbiamo uscirne maturati e consapevoli di cosa serve a certi livelli. Davanti a noi c'è un'unica strada percorribile: imparare la lezione, tornare a lavorare a testa bassa sul campo e rimetterci tutti quanti in discussione, dal primo all'ultimo».

Sezione: L'Avversario / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 23:50
Autore: Sara Bellotti
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