Arsène Wenger è stato ospite al Sinigaglia per assistere a una partita del Como. Fabregas al Daily Telegraph ha raccontato il rapporto con il suo ex tecnico: «Mi manda messaggi dopo le partite, sia quando vinciamo sia quando perdiamo, anche dopo grandi prestazioni. Mi dà molto coraggio».

Parlando invece del periodo con Antonio Conte, Fabregas ha ricordato:
«È stata la prima volta che qualcuno mi diceva esattamente dove passare il pallone. Era molto esigente, anche duro su certi aspetti. Mi ha fatto scoprire tante cose nuove e col tempo ha imparato a fidarsi di me. Per questo era così attento».

Sulla decisione di intraprendere la carriera da allenatore, ha spiegato:
«È iniziato tutto durante il Covid. In Francia il campionato si fermò per quattro mesi e, senza quel periodo, non avrei preso il patentino UEFA così presto. Quando sono arrivato a Como sapevo di essere nelle ultime fasi della mia carriera da giocatore: non mi importava dove avrei finito, purché fosse in campo e non in panchina. Poi la passione mi ha portato a lavorare il giovedì con la Primavera».

Il passaggio definitivo in panchina è arrivato poco dopo:
«Un giorno, dopo una partita, dissi a mia moglie che avevo giocato male e che non mi divertivo più ad allenarmi. È stato lì che ho deciso di chiudere. Poi ho iniziato con l’Under 19 e, nel giro di pochi mesi, è arrivata la prima squadra».

Sul progetto Como, Fabregas ha aggiunto:
«Abbiamo iniziato non dal piano terra, ma dal -10. Siamo già oltre le aspettative, ma siamo solo all’inizio. Questo club ha un enorme potenziale e l’obiettivo è diventare un giorno una realtà europea. Io non ho avuto il tempo di pianificare una lunga carriera: sono passato subito dal ritiro alla panchina, e sto vivendo tutto intensamente. Ogni giorno mi sembra di essere all’università, con decisioni continue da prendere. In questo modo si impara più in fretta».

Infine, una dichiarazione sul suo futuro:
«Non avrei mai voluto fare l’assistente, volevo responsabilità fin da subito. E a chi mi chiede se un giorno farò il ct, rispondo di no. Amo allenare ogni giorno sul campo, lavorare con i giovani e fare sessioni individuali. Amo tutto questo».

Sezione: Focus / Data: Mar 05 maggio 2026 alle 13:10 / Fonte: Tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
vedi letture