Cesc Fabregas ha presentato da Mozzate l'importante match di domani che vedrà il Sinigaglia accogliere la Juventus.
In apertura, Fabregas ha chiosato così sul mercato appena concluso: "Sono contento che il mercato sia finito: una liberazione. Voglio ringraziare i giocatori che sono andati via. Tutti hanno dato molto a questa società ed a me come allenatore. Li ho ringraziati privatamente e lo faccio ora pubblicamente. Per Audero, Mazzitelli e Belotti è stata una sconfitta personale vederli partire, se non è funzionato qualcosa è soprattutto colpa mia. Ringrazio ognuno di loro. I ragazzi nuovi sono tanti, è una bella sfida per me. Dobbiamo praticamente ricominciare a costruire, in estate abbiamo lavorato quasi con un’altra squadra. Dobbiamo ricreare un nuovo gioco e una nuova identità, abbiamo cercato giocatori pronti che possano darci una mano già da subito. Dovremo essere più attenti e più bravi che mai, il mio lavoro è metterli nelle migliori condizioni per fare la differenza.”ricominciare a costruire, in estate abbiamo lavorato quasi con un’altra squadra. Dobbiamo ricreare un nuovo gioco e una nuova identità, abbiamo cercato giocatori pronti che possano darci una mano già da subito. Dovremo essere più attenti e più bravi che mai, il mio lavoro è metterli nelle migliori condizioni per fare la differenza.”
Il tecnico catalano si è espresso così sugli avversari: "La storia della Juventus è quella di una società incredibile. Noi però diamo battaglia indipendentemente dal nome. Vogliamo rendere la vita difficile a tutti, provando a vincere. Alcune volte va bene, altre meno. Penso che non deve mancare voglia e mentalità di far male a chiunque, con tutto il rispetto del mondo ovviamente".
Non manca lo scambio di complimenti a distanza con il tecnico avversario Thiago Motta: "Analizzando la Juve, vedo una squadra forte e un mister con grandi idee. Vedo cose molto interessanti, mia opinione personale. Cerco di prendere spunto da Thiago Motta, ciò che sta facendo è molto promettente."
Il punto su indisponibili e nuovi: "Gabrielloni ancora out, contiamo di recuperarlo contro il Napoli, così come Moreno e Kempf, che sta bene e vorrebbe giocare già domani. Sergi Roberto tornerà a Roma. Vojvoda sarà fuori per almeno 2/3 settimane, come Azòn. Doveva essere un acquisto per la prossima stagione, ma ha un infortunio lungo da gestire, quindi abbiamo deciso di farlo arrivare prima per farlo recuperare dal problema qui con noi. Van der Brempt recupera forse per uno spezzone di gara. Smolcic e Douvikas sono appena arrivati ma pronti per giocare. Smolcic forse già dall'inizio domani."
Altro assente illustre contro la Juve sarà lo squalificato Fadera. Fabregas si è espresso così al riguardo: "Non so ancora chi giocherà al posto di Fadera. Scopriremo se avremo preparato bene la gara al momento dell’annuncio delle formazioni. La sua assenza sarà importante, con me ha sempre giocato. Deve migliorare tantissimo negli ultimi trenta metri, può segnare e fare più assist, ma è un ragazzo che mi piace e su cui punto.”
Un commento sui nuovi arrivati, a partire dal nuovo attaccante Douvikas: "Conosciamo il giocatore, in area sa fare gol e ha tanta fame. Ha una percentuale alta di gol per minuti giocati. È alto e forte, deve migliorare con la palla al piede. Può giocare assieme a Cutrone, dipende dalla partita. Quello che mi piace della squadra è che sento che siamo un gruppo forte, non parlo di famiglia ora, che va ricreata dopo il mercato. Ma vedo talento e qualità, chi entra e chi inizia sono sullo stesso livello. Le partite si decidono nell'ultima mezz'ora".
Su Ikonè invece: "Voglio aiutarlo, quando vedo un ragazzo che non trova a pieno il suo talento voglio lavorarci. È un giocatore molto forte, è venuto qua con grandissima mentalità, atteggiamento e voglia di tornare l’Ikonè che conosco io. È preparato per giocare.”
Un aggiornamento sulle condizioni di Dele Alli: "Sappiamo la sua storia e lui sa che si deve prendere questo periodo per riadattarsi al calcio professionistico. Al momento non si sta allenando con la squadra, verrà aggregato tra 10 giorni. Sta facendo un programma differenziato. Non voglio mettergli pressione: siamo qui per aiutarlo. Quando sappiamo che sarà pronto verrà gestito. Anche se fossero 20 minuti o poche partite, lui deve credere di poter tornare il gran giocatore che era e quella forza ce l’ha. Ha un obiettivo in mente e ci crede. Ha fuoco e fame, vediamo se il suo corpo lo supporterà".
Infine, Fabregas ha parlato dei suoi obiettivi personali: "Io mi sento allenatore, poi aiuto in vari aspetti con un’opinione. Dove vedo la squadra in futuro non lo so. L’anno scorso si voleva creare uno stile di gioco che piacesse alla città e ai tifosi, da portare avanti. Non è arroganza, è una promessa su indicazione della società. E' una bella città che vuole bel calcio. Io avevo responsabilità di tutto questo. L’altra promessa era portare la squadra in A in due anni, ci siamo riusciti in pochi mesi. Altra esigenza, ringiovanire, ed è stato fatto. In estate il 90% della squadra sarà pronta per il futuro, ci saranno solo pochi movimenti. E da lì si riparte per creare un nuovo gruppo, per tanti anni, con mentalità e idee. Ribadisco, se andiamo in B c’è un progetto, ovviamente speriamo di no, perché crediamo nella salvezza e nei giocatori. Io ho un contratto di quattro anni, significa che il progetto è di quattro anni, non è un progetto a breve scadenza".
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