Dal campionato di Serie D alla Champions League in appena sette anni. Il percorso del Como è stato straordinario e gli investimenti della proprietà hanno permesso al club di arrivare rapidamente ai vertici del calcio italiano. Ma la crescita della prima squadra non è stata accompagnata con la stessa velocità da quella del settore giovanile. Ed è proprio questo aspetto che oggi rischia di creare problemi.

Le regole UEFA complicano i piani - Per la lista Champions, il Como dovrà infatti rispettare il requisito degli otto giocatori formati in Italia: quattro devono essere cresciuti nel vivaio del club e quattro in quello di una società italiana. Il problema è che il Como non dispone ancora di un numero sufficiente di giocatori prodotti dal proprio settore giovanile capaci di essere protagonisti in prima squadra.

Rispoli e Cassano, due giovani difficili da utilizzare - Fabregas potrebbe inserire nella lista anche alcuni giovani prodotti dal vivaio, come il classe 2006 Rispoli e il classe 2009 Cassano. Ma è difficile immaginare che possano avere un ruolo stabile nelle rotazioni della prima squadra. La loro eventuale presenza nella lista Champions servirebbe quindi soprattutto a completare gli slot richiesti dalla UEFA.

Un problema che il club dovrà risolvere - Il Como sta investendo nel settore giovanile e i risultati potranno arrivare nel tempo. Ma la Champions non aspetta. Il problema è quindi immediato e costringerà la società a trovare un equilibrio tra ambizioni europee e necessità regolamentari.

Sezione: News / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 09:10
Autore: Daniele Luongo
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