Due anni e mezzo fa il Como era in Serie B. Oggi il club lombardo è arrivato ai vertici del calcio italiano e si prepara a vivere una nuova stagione con ambizioni sempre più importanti.

A raccontare questa trasformazione è Cesc Fabregas, protagonista di una lunga videointervista nella quale il tecnico spagnolo ha ripercorso le tappe della sua avventura sul lago.

«Il Como ha speso, è vero», ammette Fabregas. Ma secondo l’allenatore ridurre tutto agli investimenti economici sarebbe semplicistico.

«Non guardo tanto alla spesa»

Il tecnico sottolinea soprattutto il lavoro fatto sulla valorizzazione dei calciatori.

«Non guardo tanto alla spesa quanto alla valorizzazione della squadra e dei singoli», spiega Fabregas, ricordando anche come il monte stipendi del Como sia ancora inferiore a quello di diverse squadre di Serie A.

La crescita, secondo il tecnico, è stata quindi il risultato di una strategia più ampia: investimenti, scouting, idee e capacità di inserire i giocatori in un contesto tattico preciso.

Una crescita senza precedenti

Fabregas non nasconde la soddisfazione per il percorso compiuto: «La crescita del club sta procedendo a una velocità che sinceramente non ha precedenti».

Una frase che fotografa bene l'ambizione del progetto. Il Como non vuole essere una semplice sorpresa, ma una realtà destinata a consolidarsi ai piani alti del calcio italiano.

Il segreto è il contesto

Uno degli aspetti più interessanti della filosofia di Fabregas riguarda proprio la capacità di valorizzare giocatori che, prima di arrivare a Como, non avevano ancora raggiunto una dimensione internazionale.

Butez, Molić, Kempf, Douvikas, Jesus Rodriguez, Alex Valle, Perrone e Da Cunha sono alcuni degli esempi citati dal tecnico.

«Ho provato a metterli in un contesto differente», racconta.

È questa, forse, la vera idea alla base del progetto Como: non soltanto acquistare giocatori, ma costruire un ambiente nel quale possano esprimere caratteristiche che altrove rimarrebbero nascoste.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 08 agosto 2026 alle 08:23 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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