Prima ancora di diventare allenatore, Cesc Fabregas era stato considerato un talento speciale. Arsène Wenger, uno dei suoi primi grandi maestri, quando Fabregas aveva appena 16 anni aveva già individuato una caratteristica destinata a diventare fondamentale: la capacità di leggere il gioco in anticipo.

«Ha il cervello di un giocatore di trent'anni pur avendone sedici. Vede le cose prima degli altri», disse Wenger. Oggi Fabregas ha trasformato quella qualità in uno strumento del proprio lavoro da allenatore.

Mourinho, il tecnico che lo ha impressionato di più

Quando gli viene chiesto quale allenatore abbia inciso maggiormente sulla sua formazione, Fabregas indica José Mourinho. La risposta è netta: «Mourinho ha giocato con la mia testa, top».

Secondo Fabregas, il portoghese aveva una capacità particolare di comprendere la personalità dei propri giocatori e adattare il proprio comportamento di conseguenza.

«Faceva una cosa con me sapendo che con altri non avrebbe funzionato. È troppo intelligente».

Il rispetto per Conte

Un altro allenatore che ha lasciato il segno è Antonio Conte. Fabregas ne apprezza soprattutto la capacità di mantenere una linea coerente con tutti i giocatori.

«Per lui sono tutti uguali dal primo all'ultimo», spiega.

Un principio che Fabregas considera fondamentale per un allenatore che voglia costruire un gruppo competitivo.

Una parola per definire il calcio

Alla fine arriva una domanda quasi filosofica: se dovesse descrivere il calcio con una sola parola, quale sceglierebbe?

La risposta è sorprendente nella sua semplicità: «Iniesta».

Un nome che racchiude tecnica, intelligenza, visione e sensibilità calcistica. Esattamente le qualità che Fabregas ha sempre cercato di portare in campo e che oggi prova a trasferire dalla panchina ai suoi giocatori.

Sezione: News / Data: Sab 08 agosto 2026 alle 15:26
Autore: Daniele Luongo
vedi letture