A pochi giorni dalla sfida che vedrà il Como impegnato allo Stadio Olimpico contro la Lazio, abbiamo chiesto in esclusiva a Delio Rossi, grande ex tecnico biancoceleste, un parere sul match e sul momento che stanno vivendo i lariani . Di seguito l'intervista integrale:
Lazio–Como sarà una sfida equilibrata: vede una favorita? E quanto conterà il duello tra Sarri e Fabregas?
“Sono due squadre ben caratterizzate e che giocano bene. La Lazio ha avuto diverse assenze importanti per infortuni, ma sta recuperando. Sulla carta è una partita equilibrata, anche perché il Como, che ho visto anche ieri sera, pur avendo perso mi ha fatto un’ottima impressione: è una squadra giovane ma di qualità, una realtà emergente. La Lazio è molto solida, soprattutto nella fase di non possesso, e per questo è difficile individuare una favorita: sono squadre che si possono annullare. Molto dipenderà dagli episodi. La Lazio gioca in casa e ha bisogno di fare risultato, mentre il Como, se vuole confermarsi come possibile guastafeste e ambire a qualcosa di importante, deve recuperare i punti persi nell’ultima gara”.
Che giudizio dà al Como di Fabregas? Si aspettava una squadra così in alto e con ambizioni europee?
“Bisogna valutare i fatti: il Como è una realtà nuova, ma alle spalle ha una società importante. Se in Italia puoi investire circa 200 milioni, anche su giocatori giovani, significa che hai grandi potenzialità. A queste potenzialità, però, deve corrispondere anche un’espressione di gioco e devo dire che il Como mi ha sorpreso positivamente, andando anche oltre le mie aspettative dal punto di vista estetico. Pecca ancora di qualche ingenuità, come dimostra la partita di ieri sera: il risultato di 3-1 può far pensare a un dominio del Milan, ma non è stato così. Anzi, la gara poteva chiudersi sul 2-0 per il Como. È una squadra in crescita, con una società forte alle spalle, ancora in ascesa. In futuro potrebbe stabilizzarsi nelle posizioni che negli ultimi anni sono state dell’Atalanta o del Bologna, subito dietro le grandi, anche se molto dipenderà dal trend”.
Cosa manca al Como per fare il definitivo salto di qualità? Se fosse Fabregas, cosa chiederebbe alla società?
“Serve un attaccante vero. Ieri sera, se il Como avesse avuto un centravanti come Højlund, Zirkzee o Osimhen, staremmo parlando di un’altra partita. Parliamo di una società che può permettersi anche giocatori di questo livello. Serve qualcuno che finalizzi la grande mole di gioco prodotta: è un peccato arrivare quattro o cinque volte davanti alla porta senza trovare la stoccata finale. Un attaccante magari più affermato, che faccia anche da chioccia a questi ragazzi. Un Morata, ma con più gol nelle gambe”.
Nico Paz: che giocatore è e dove può arrivare? È già pronto per il grande salto al Real Madrid o gli farebbe bene restare ancora a Como?
“È sicuramente un predestinato, ma per andare in squadre di quel livello bisogna avere le spalle larghe. Forse un altro anno a Como potrebbe fargli bene: quando vai al Real Madrid non puoi permetterti passi indietro, devi andarci per restare. A Como ha un allenatore e un ambiente che gli consentono anche di non essere sempre decisivo. A Madrid, invece, devi giocarti la partita della vita ogni tre giorni. Qui fa la differenza perché ha una qualità superiore; là, prima deve vincere una concorrenza interna durissima, perché ce ne sono tre o quattro come lui, e poi confermarsi continuamente”.
Fabregas allenatore è pronto per una big o ha ancora bisogno di tempo? Dove può crescere di più?
“È giovane e ha idee chiare. La società gli ha messo a disposizione mezzi importanti e lo sta supportando. Nelle grandi società, però, il discorso vale anche per l’allenatore: devi arrivare con le spalle larghe, perché non basta giocare bene, devi portare risultati. Forse anche per lui un altro anno a Como sarebbe utile: è sicuramente un predestinato, ma arriverebbe in una grande squadra con consapevolezze maggiori”.
Oltre a Nico Paz, c’è un giocatore del Como che l’ha colpita particolarmente?
“Sicuramente Jesus Rodriguez ha qualità importanti: velocità, tecnica e capacità di saltare l’uomo, caratteristiche che danno qualcosa in più alla squadra”.
Quanto è decisiva questa sfida per la Lazio? Può essere una svolta stagionale e quanto incideranno mercato e nuovi acquisti?
“Vivo a Roma e conosco bene la situazione della Lazio. Al momento non è un periodo facile: quando in città ci sono due squadre e l’altra va meglio, questo può creare tensioni. Non c’è lo stesso clima positivo che si respira a Como, dove anche una sconfitta giocando bene è vista come positiva. Alla Lazio serve prima vincere la concorrenza interna e poi lottare per obiettivi importanti. Non è una squadra che può permettersi grandi spese su giocatori giovani, quindi bisogna fare i conti con il bilancio. Fino ad ora lo ha fatto bene, ma i tifosi vogliono sognare e competere per qualcosa di significativo. Perciò tutto dipenderà dai risultati sul campo. Anche i nuovi acquisti vanno valutati in partita: secondo me hanno le qualità per giocare nella Lazio, ma bisognerà capire se sono pronti a sostituire chi è andato via”.
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