Mirwan Suwarso ha parlato nuovamente, stavolta alla Gazzetta Dello Sport, del suo Como, spaziando tra allenatore, stadio e futuri progetti sportivi.
Di seguito alcuni stralci della lunga intervista rilasciata di persona nella sede della Sent Entertainment, per trovare l'intervista integrale vi rimandiamo sui portali di Gazzetta Dello Sport.

Emozioni dopo la vittoria con la Roma?
"Non ho dormito molto, ho incontrato tanta gente nel post, ma per noi era una partita come un'altra, siamo già ben oltre il nostro obiettivo stagionale, che era migliorare il decimo posto dello scorso anno, quello che succede ora è tutto un di più, nessuna tensione. Vogliamo aumentare i ricavi e il valore dei nostri giocatori".

Parlato con la proprietà?
"Ieri ho parlato con uno dei proprietari, sono molto felici. Ma questo è solo un pezzetto del puzzle enorme che è il progetto a lungo termine che stiamo portando avanti. Guardiamo nel futuro già di cinque o sei anni, dove vorrei vedere il mio Como autosufficiente. Ogni volta che cambi categoria devi resettare, e siamo già alla terza volta. Gli investimenti di campo stanno diminuendo ogni anno perché stiamo raggiungendo un ottimo livello dopo aver investito tanto nei primi tre anni. Le emozioni non devono distrarre dai piani societari, ne rischia la stabilità del club. Il calcio è un business differente dagli altri".

Parlando di UEFA, avete già buttato un occhio al fair play finanziario?
"Siamo sotto di circa 75 milioni di euro rispetto al tetto UEFA. I ricavi stanno crescendo e in due, massimo tre anni rientreremo nei parametri del fair play. Abbiamo a disposizione questo margine, d'altronde in due anni saremmo passati dalla B all'Europa"

Quanto è vera la storia dell'acquisto del Como solo per far parte di un tv show indonesiano?
"Devo dire che è tutto vero, stavamo facendo uno show sulle nazionali giovanili indonesiane e avevamo pensato di introdurre anche i ragazzi nel calcio italiano. Poi però il Como è salito in C il livello tecnico era salito troppo per loro e inoltre i costi erano diventati eccessivi. Da lì si è trasformato in un business sportivo. Siamo partiti dal lago, basando un merchandising attorno a quello e non solo sul calcio. La nostra divisione retail con Rhude è fenomenale e ci permette di crescere a livello globale. Abbiamo offerto partnership ad altri 11 club per espanderci sul lato ricavi".

E lo stadio?
"Terminata da poco la prima fase di documentazione, dovremo ripresentare un nuovo progetto. Sarà più piccolo ma terremo spazi per la comunità, utilizzabili dai residenti e non solo per il calcio. Per la UEFA dovremo cambiare un po' la struttura della curva entro la fine dell'estate. Al resto ci adegueremo col tempo".

Fabregas e Paz le stelle del club che potrebbero lasciare Como
"Cesc è praticamente un dirigente, siamo felici che sia con noi ma sappiamo che potrebbe andare in ogni momento. Abbiamo un sistema che non crollerebbe cambiando il tecnico. Su Paz la scelta è solo del Real, agiremo di conseguenza. Per il momento sta benissimo qui, siamo una grande famiglia e adoriamo la passione dei tifosi qua.

 

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 14:41
Autore: Stefano Nesti
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