Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la pesantissima vittoria per 2-1 al Sinigaglia contro la Roma, match valido per la 29° giornata di Serie A. Il Como vince lo scontro Champions e vola quarto, queste le parole del tecnico dei lariani.

Partita molto bella da fuori, partita da Champions, è d'accordo?
"Sicuramente no, noi non siamo in Champions. Il ritmo è stato molto alto è vero, quando si gioca contro le squadre di Gasperini sono sempre battaglie. Non abbiamo sfruttato bene le cinque, sei occasioni che abbiamo creato. Loro ti possono mettere in difficoltà se non stai sveglio. Sono contento della reazione della squadra doo il gol, non era facile continuare con la nostra idea sul risultato di 0-1. Abbiamo fatto un paio di ritocchini e abbiamo continuato a giocare bene cambiando il modo di giocare. Dovremo continuare così".

Sul mancato saluto di Gasperini
"Sarà vero che venendo da un altro paese mi devo abituare di più. Quando si è in campo è una guerra, sono 90, 100 minuti, poi però, e lo dico io che ho fatto cose di cui non sono orgoglioso, noi allenatori dobbiamo dare l'esempio, mostrare rispetto per i ragazzi che ci guardano a casa, anche se non sei contento del risultato, di decisioni arbitrali".

Nel secondo tempo hai cambiato, creando una partita in cui si è visto il Como in due modi, con e senza punta, nel primo tempo era Ramon la punta, un difensore, inseguito da El Shaarawy o Wesley che erano in difficoltà, una bellissima trovata
"Studiando il calcio italiano, tutte le squadre, quando ci sono tanti uomo a uomo ho cercato di trovare soluzioni in questi tre anni per i miei ragazzi in queste situazioni. Negli ultimi anni sono cresciuto tantissimo grazie a questo. Oggi è andata benissimo, abbiamo trovato questa soluzione, sapevamo che Hermoso era con Caqueret come coppia, l'ho abbassato, alzando Jacobo e portando via El Shaarawy al momento giusto vincendo tanti duelli così e seconde palle. Abbiamo potuto iniziare a giocare a calcio più in alto, in avanti, saltando il loro pressing avanzato, la loro aggressione alta.
Gli abbiamo concesso solo il rigore come opportunità, un errore in quella occasione sì. Poi nel secondo con Diao e Douvikas abbiamo attaccato molto bene la profondità, Tasos bene dietro le spalle di Mancini. Diao ricordiamo è mancato 11 mesi. Tutti noi allenatori abbiamo piani gara ma i protagonisti sono i giocatori".

Non piace agli allenatori più esperti della Serie A? Allegri qualche giornata fa e Gasperini oggi
"Sembra di no, anzi non voglio dire così perché non mi sembra rispettoso. Dico solo che io do sempre la mano anche perdendo 4-0 con l'Inter o 5-1 con la Lazio lo scorso anno. Non sono felice di perdere così, sono arrabbiatissimo ma si tratta di rispetto. Non voglio creare casini e spero si parli della vittoria del mio Como e non del resto".

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 20:42
Autore: Stefano Nesti
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