Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro l'Udinese che inaugurerà il 2026 al Sinigaglia. Di seguito le sue dichiarazioni:
Sul mercato:
“Intanto auguro un buon anno a tutti. Il mercato è ancora aperto e abbiamo sempre detto che non sarebbe stato semplice. Oggi non posso dire né che resteremo fermi né che arriverà sicuramente qualcuno. Stiamo valutando se ci saranno occasioni utili per rendere la squadra più competitiva, ma al momento non c’è nulla di definito. Non credo si faranno operazioni a titolo definitivo, se ci muoveremo sarà più probabile farlo con prestiti”.
Sugli obiettivi:
“Dobbiamo continuare nel nostro percorso di crescita, sempre con lucidità e grande attenzione ai dettagli. Nel 2025 abbiamo chiuso con 18 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte, l’idea è provare a migliorare questi numeri restando fedeli alla nostra identità e alla cultura del lavoro. Dal punto di vista mentale abbiamo fatto un salto importante quest’anno, nel 2026 mi aspetto un’ulteriore evoluzione”.
Su Douvikas:
“Il posto da titolare non è garantito a nessuno, lo si conquista con le prestazioni. Tasos deve trovare continuità, per me il lavoro quotidiano in allenamento pesa tantissimo. Bisogna spingere sempre al massimo. È cresciuto molto, ma il margine di miglioramento è ancora enorme: vedo il potenziale e la voglia di arrivare a quel livello. Ha fisicità e gol, ma per il nostro modo di giocare deve fare altri passi. Possiamo parlarci apertamente, accetta le critiche e questo mi piace”.
Sull’attacco e sulle alternative offensive:
“Senza Morata, Addai e Diao le soluzioni davanti sono limitate. Vedremo cosa offrirà il mercato, non posso anticipare nulla, ma valuteremo eventuali opportunità. In caso contrario continueremo a lavorare con chi abbiamo. Sono davvero molto soddisfatto della squadra e non posso che ringraziare i ragazzi per l’impegno che mettono ogni giorno”.
Sulla corsia di sinistra:
“Non mettetemi in difficoltà. Sono contento di tutti i giocatori e analizziamo costantemente dove possiamo crescere. Abbiamo le nostre idee, ma non stiamo pensando di intervenire sul terzino sinistro. Moreno e Valle mi danno garanzie”.
Sulle voci legate al Chelsea:
“Non c’è nulla da commentare. Sono qui, alleno il Como, e spero di restare per un periodo lungo”.
Sulla gara contro il Lecce:
“Il primo tempo mi è piaciuto molto. Abbiamo mostrato grande serenità nel gioco, poi dopo i primi minuti della ripresa siamo andati un po’ in sofferenza, ma abbiamo saputo gestire bene quel momento. Abbiamo perso qualche duello, però siamo rimasti compatti ed è un segnale importante. Siamo ancora lontani dall’essere la squadra perfetta che vogliamo diventare”.
Su Van der Brempt:
“Sono davvero felice per Ignace. Dovevamo ritrovare continuità con lui e vederlo entrare con quell’energia e quella qualità è una notizia molto positiva per tutti. Ci è mancato e speriamo che nelle prossime sei settimane possa darci un contributo importante”.
Sull’Udinese:
“È una squadra molto fisica, senza paura, con giocatori forti per questo tipo di partite. Dovremo provare a imporre il nostro gioco con le nostre caratteristiche e credo che possiamo metterli in difficoltà”.
Sui calci piazzati:
“Per noi è fondamentale che anche i difensori riescano a segnare. Le palle inattive sono decisive: puoi giocare una grande partita e perderla su un calcio d’angolo. Guardate l’Arsenal, che per me è la squadra più forte d’Europa: spesso sblocca le gare sui corner. Nel calcio moderno le situazioni da fermo sono cruciali”.
Su Addai:
“Domani Addai non sarà disponibile. In accordo con lo staff medico abbiamo deciso che è ancora presto. Ha iniziato a sprintare in allenamento, ma il calendario è fitto e avremo bisogno di tutti al cento per cento”.
Su Kempf e sulle diffide:
“Questo è il vantaggio di avere una rosa equilibrata. Il livello non si abbassa con nessuno, nemmeno con Kempf. Non ho dato troppo peso alle diffide, mi fido completamente dei miei giocatori”.
Su Nico Paz:
“Non esistono partite facili. Contro il Lecce ha fatto una prestazione straordinaria, prima della Roma era stato male ed è stato un mio errore schierarlo. Contro l’Inter avrebbe potuto segnare due volte. È uno di quei giocatori che fanno la differenza e che devono stare in campo. Sono tranquillo, ha una mentalità fortissima e si sente responsabile di quello che succede al Como”.
Su Rodriguez:
“Per me ha disputato una grande partita e sta crescendo sugli aspetti su cui stiamo lavorando. Porta in campo quello che prepariamo in allenamento. Ai miei esterni chiedo coraggio e di puntare sempre l’uomo: non mi interessa se perde tanti palloni. Sono convinto che diventerà un giocatore da Champions League. Forse è ancora un po’ acerbo in alcuni duelli, ma mi piace tutto di Jesus, è un ragazzo serio che lavora e ascolta”.
Su Butez:
“Jean per me è un portiere di livello altissimo. Non credo che ruoterò in porta, sono molto soddisfatto di tutti e quattro. Jean ha una mentalità feroce, si allena sempre al massimo per migliorarsi”.
Su Diao:
“È andato in Senegal per dei controlli ed è rientrato dopo tre giorni. Ha svolto qui la prima parte del recupero, poi gli ho concesso qualche giorno libero per staccare mentalmente. Tornerà lunedì e penso che per Torino potremo rivederlo. Serviranno ancora un paio di settimane”.
Su Morata e Kuhn:
“Alvaro sta meglio e ha già ricominciato a lavorare sul campo, i tempi di recupero restano simili a quelli di Diao. Kuhn deve dimostrarmi di essere pronto: ha avuto diversi problemi fisici che lo hanno rallentato, ma arriva il momento in cui i giocatori devono far vedere di dare tutto. Sono convinto che lo farà”.
Sul possibile cambiamento del fuorigioco:
“La cosa che mi preoccupa di più è che molte squadre potrebbero abbassarsi ancora di più. Non sono un grande sostenitore di questa idea: se la regola venisse approvata, vedremmo difese ancora più chiuse”.
Sui valori del campionato:
“L’Inter è la squadra più forte, ma anche il Napoli ha un livello altissimo. La Cremonese è la vera rivelazione, mentre il giocatore rivelazione è Palestra”.
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