Alla vigilia della sfida contro il Parma, Cesc Fabregas ha presentato un match. L’allenatore spagnolo ha parlato dell’entusiasmo che si respira attorno alla squadra, delle difficoltà legate agli infortuni e anche del percorso di crescita costruito in questi anni, soffermandosi pure su alcuni retroscena di mercato e sul lavoro del suo staff. Ecco le sue parole raccolte da TMW:
“Ovvio che c'è fame, sei davanti a un'opportunità incredibile. Se domani non vinci, non ci saranno più possibilità. La partita della stagione, spero che tutti noi, i tifosi anche siano carichi, mi piacerebbe avere un ambiente bellissimo domani. Vedere anche già quasi tutto pieno nel riscaldamento per godersi la partita. Noi non abbiamo niente da perdere, siamo davanti a una bellissima occasione e opportunità. Spero che i ragazzi giochino liberamente, che si esprimano come hanno fatto tutta la stagione. È la prima volta per tanti ragazzi questa situazione”.
Il tecnico lariano ha poi commentato il rinvio nella decisione sulla giornata di campionato, spiegando come questo abbia complicato la gestione degli allenamenti: “Noi ci siamo adattati. Per gli allenatori, quando fai programmazione in settimana, ci sono giorni specifici dove si dosano i carichi e così non sai quanto puoi spingere. È un'altra esperienza per noi, per adattarci a fare le cose. Domani faremo la miglior partita possibile”.
Spazio anche a un pensiero su Strefezza, oggi al Parma: “Vederlo al Parma, e non lo dico per il club, mi fa dispiacere. Quando è venuto da me a dire che voleva giocare la Champions e un contratto migliore... io gli ho risposto sinceramente, con noi avrebbe giocato tantissimo. Mi spiace che non sia con noi. Ho parlato con lui 3-4 volte in stagione per messaggio. Penso che la scelta sarebbe potuta essere un'altra. Se si è pentito? No, non abbiamo parlato di questo. Un grandissimo giocatore per noi, non lo dimenticherò mai. Grandissimo ragazzo”.
Sul fronte infermeria, Fabregas ha confermato alcune assenze pesanti: “Alex Valle si è fatto male al flessore, stagione finita. Addai non c'è, Nico Paz non ci sarà, si è fatto male al ginocchio, ha preso un colpo. Fosse stata lunedì sera la partita magari ce l'avrebbe fatta. Vediamo se per la prossima ce la fa. Tutti gli altri sono a disposizione”.
L’allenatore del Como ha poi scherzato sui possibili premi alla squadra in caso di doppio successo finale: “Se vinceranno le prossime due partite. Quando mi danno tutto e lottano, fanno un grandissimo allenamento, possono chiedermi tutto. Giorni liberi anche. Ma dammi tutto per quello che vogliamo creare. È stata una grandissima stagione finora”.
Fabregas ha anche riflettuto sul proprio percorso personale e sulla crescita del club: “Per me era molto importante. Anche portare i ragazzi giovani, con fame. Non è solo il vincere, ma valorizzare i giocatori, creare uno stile di gioco e valorizzare una cultura. È molto più complesso, bisogna fare il 'tic' in tanti box. Grazie alla disponibilità di tutti i ragazzi ci siamo riusciti, sono cresciuti tantissimo. Quando si riesce tutti insieme c'è soddisfazione, ma noi vogliamo sempre di più”.
Il tecnico ha poi raccontato il peso emotivo della professione: “Questo lavoro ti consuma, quando vinci e quando perdi, non c'è mai una soddisfazione assoluta. Questo lavoro dopo 2-3-4 anni normale che un allenatore si voglia fermare, è molto pesante. Come dividi famiglia e lavoro, alla fine dimentichi la tua famiglia e ci sono tanti allenatori che non vedono i loro figli crescere”.
Parole di grande stima anche per il vice Dani Guindos: “Senza di lui non andavamo in Serie A. Ero un po' perso, l'ho chiamato una sera e lui stava giocando a golf a Marbella, gli ho detto di venire a fare quest'avventura al Como con me. Un ragazzo molto preparato, umile, lavora come nessuno. Mi ha aiutato a guidarmi, nei consigli, poi devo esprimerlo io ma lui tanta roba. Mi ha dato una grandissima mano. Sono molto felice di averlo qua”.
Infine, Fabregas ha parlato delle difficoltà legate alle competizioni europee, riportando anche un confronto avuto con Gasperini: “Gasperini mi ha detto che è molto più difficile gestire l'Europa o la Conference League, c'è più riposo in mezzo. Anche al Chelsea l'ho provato, era pesante. Gli alberghi peggio della Champions, anche gli aeroporti. Ancora non te lo posso dire, non l'abbiamo provato di persona ma vedremo. Non ti posso dire esattamente niente, tanti giocatori però l'hanno già fatto”.
Autore: Daniele Luongo
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