Lunga intervista di Radio Radio al ds Carlalberto Ludi, che racconta a 360 gradi il progetto Como: "Lavoriamo quotidianamente per far crescere questa squadra, ma ad agosto non avremmo mai immaginato di essere qui a questo punto. Sapevamo di avere qualità tecniche in squadra e che l'allenatore è bravissimo a valorizzare i ragazzi ma ora siamo qui a giocarci il quarto posto, anche se la strada è ancora lunga. Pochi italiani in squadra? Il tema è più complesso rispetto alle scelte di mercato. C’è una dinamica finanziaria, con regole interne che limitano gli investimenti. C’è un discorso metodologico: in Spagna, per esempio, i giocatori sono più affini al calcio che vogliamo proporre. E poi c’è un discorso di processo: i ragazzi che prendiamo, classi 2004-2005, all’estero sono già titolari in prima squadra, cosa che in Italia fatichiamo a trovare. Detto questo, la proprietà ha grande rispetto del contesto italiano e stiamo investendo molto nel settore giovanile per costruire in futuro giocatori pronti e già inseriti nel nostro metodo.

Fabregas? C'è totale sintonia tra le sue ambizioni e quelle del club, mettiamo a disposizione sempre più risorse per lavorare al meglio. Finché non accadrà qualcosa di straordinario sul mercato, andremo avanti insieme. Per quello che possiamo offrirgli, ad oggi non abbiamo paura che ci lasci. Nico Paz? Oggi è felice qui, l'eventuale partecipazione alle coppe europee può convincerlo a rimanere. Questo è un ambiente ideale per i giovani: accogliente, ambizioso, orientato al miglioramento. Poi arriverà il momento in cui qualcuno partirà, ma ora non abbiamo questo sentore".

Sulle regole del Fair Play Finanziario in caso di qualificazione Uefa: "E' chiaro che dopo grandi investimenti arriverà un momento in cui dovremo aumentare i ricavi per rispettare il Financial Fair Play. Ma non ci spaventa: abbiamo alzato il livello tecnico e anche la cultura organizzativa. La nostra credibilità è cresciuta e siamo convinti che questo non limiterà le nostre ambizioni”.

Sogno scudetto un giorno? “Parlarne oggi è quasi utopico. Ma noi ci consideriamo già grandi nell’ambizione e nel lavoro. Puntiamo all’eccellenza, con una mentalità da grande club. Vogliamo essere diversi, esclusivi. Il futuro dipenderà dal lavoro e dalla nostra voglia di migliorarci”.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 10:49
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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