Cesc Fabregas ha celebrato in conferenza stampa la vittoria del Como contro il Venezia: "Non posso dire che l'anno scorso non avremmo vinto questa partita, perché abbiamo vinto tante volte per 1-0. Siamo stati la squadra più italiana del mondo, da questo punto di vista. Però attribuisco tantissimo valore a questa vittoria, fondamentale. Sicuramente è la vittoria più importante della stagione fino a questo momento, per il tipo di partita che abbiamo giocato. È complicatissimo vincere nel calcio di oggi e lo abbiamo visto un'altra volta. Faccio i complimenti alla squadra, soprattutto per la fase difensiva. Abbiamo concesso soltanto un tiro in porta, al 94'. Guardate tutte le partite del Venezia contro Lazio, Fiorentina, Atalanta, Inter e Napoli: hanno sempre creato almeno cinque occasioni da gol. Poi possono concretizzarle oppure no, ma questa è la differenza. Oggi non abbiamo concesso praticamente nulla, la squadra ha giocato con grandissima solidità. Abbiamo anche creato abbastanza per segnare un gol in più. In questi tre anni abbiamo lavorato per costruire la nostra cultura e la nostra mentalità, per sapere chi vogliamo essere e come vogliamo giocare. Ci siamo preparati proprio per affrontare momenti come questi, quando giochi ogni tre o quattro giorni e devi essere pronto ad affrontare chiunque, sapendo giocare con un blocco basso oppure alto, tenendo più o meno il pallone. Penso che oggi la squadra mi abbia dimostrato di aver capito l'importanza di questa partita".

Sulla gestione degli ultimi minuti: "Non volevo fare i cambi, abbiamo fatto qualcosa di diverso anche con giocatori che non scendevano in campo da tempo. Ero nervoso perché volevo vincere. Quando sei avanti 1-0 e non riesci a chiudere la partita segnando il secondo o il terzo gol, può sempre succedere di tutto. Però era soltanto il tipico nervosismo di chi vuole portare a casa la vittoria. Sinceramente non penso che abbiamo sofferto molto, questa è stata la mia percezione dalla panchina. Ho visto una squadra con un grande controllo della partita. Negli ultimi 25 minuti le partite cambiano, ma succede a tutti, perché gli avversari iniziano a portare tutti i giocatori in avanti e noi eravamo naturalmente un po' più stanchi. Con i palloni lunghi, nel calcio di oggi può succedere qualsiasi cosa. Penso comunque che abbiamo gestito molto bene la situazione".

Sugli episodi da rigore per Venezia e Como: "Commento gli episodi perché mi avete fatto questa domanda, altrimenti non ne parlerei. Sinceramente, quando ho visto il primo episodio, mi è sembrato un rigore netto. Mi sono anche girato dicendo che fosse rigore. Prima di venire qui, però, ho provato a informarmi e mi è stato spiegato che non sarebbe rigore perché il giocatore non muove il braccio verso il pallone, ma cerca di allontanarlo dal contatto. Questo è quello che mi hanno detto, anche se devo ancora rivedere l'episodio. È una situazione che può essere interpretata diversamente. A me inizialmente sembrava rigore e sicuramente siamo stati fortunati, ma mi hanno spiegato, anche parlando con il presidente che conosce queste regole meglio di me, che secondo il regolamento non sarebbe punibile. Sul nostro episodio, invece, penso che sia rigore netto, perché il giocatore prende il pallone e viene toccato da dietro, altrimenti sarebbe stato da solo davanti alla porta. Ripeto, sull'altro episodio la mia prima sensazione era quella del rigore, ma mi hanno spiegato che non lo fosse".

Sui prossimi impegni "decisivi" contro Lens e Inter: "Mi viene da ridere perché tutte le settimane sono decisive. Lo dicevo anche dopo l'ultima partita. Mia moglie, due ore prima della gara, mi ha scritto un messaggio dicendomi che oggi dovevamo vincere. Sono tre anni che dobbiamo vincere tutte le partite, ma penso che il calcio sia così. Ovviamente adesso arrivano due partite fondamentali e molto importanti, contro il Lens in trasferta in Champions League e contro l'Inter. La classifica in questo momento non mi interessa, mi interessa che oggi abbiamo vinto nel modo in cui lo abbiamo fatto. Adesso dobbiamo andare avanti, domani riposeremo tutti insieme e poi prepareremo la prossima partita, praticamente senza poter lavorare sul campo, ma attraverso i video, per capire ancora una volta l'importanza dell'impegno. Sarà un'altra partita importante, non decisiva, ma importante per il nostro percorso. Dobbiamo trovare le energie necessarie e provare a vincere più partite possibili".

Sulle condizioni dei giocatori in vista della Champions Leagu: "Adesso non posso rispondere, perché è impossibile. Dobbiamo andare giorno dopo giorno, vedere come si svegliano i ragazzi e capire chi avrà le energie necessarie per avere un maggiore impatto sulla partita. È difficile per me fare delle valutazioni in questo momento".

Sulla prestazione di Douvikas: "Io vedo tantissimi movimenti. A volte giudichiamo le prestazioni degli attaccanti soltanto in base alle occasioni che hanno avuto oppure a quello che hanno fatto o non hanno fatto. Oggi ha effettuato tanti movimenti buoni, ma non siamo riusciti a trovarlo con il pallone. Credetemi, ha disputato una grande partita. Ha provocato un rigore e per me è come se avesse fatto gol".

Sul recupero di Liberali: "Mattia poteva giocare al massimo venti minuti e ne ha giocati venti. È entrato, ma naturalmente non era ancora al massimo, perché quando recuperi da un infortunio serve sempre un po' di tempo per ritrovare il ritmo della partita e l'intensità necessaria. Stiamo parlando tanto con lui".

Sulla prestazione di Ricci: "Ha giocato molto bene. Ho rivisto il Samu che conosco, quello che ha giocato contro Modena, Torino e Milan. Quando si trova bene riesce a esprimersi benissimo. In certi gesti tecnici mi ricorda Totti e Pirlo. Oggi ha giocato con una grandissima attitudine, è un gran giocatore".

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 01 novembre 2026 alle 15:15
Autore: Luca Bianchi
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