L’attaccante spagnolo Alvaro Morata ha aperto il proprio cuore nel podcast El camino de Mario, condotto da Mario Suárez. Tra futuro, difficoltà personali e il rapporto con il Como 1907, il centravanti ha affrontato diversi temi della sua carriera. “Fabregas passerà alla storia come allenatore”

Morata ha speso parole di grande stima per Cesc Fàbregas, attuale guida tecnica del Como: “Cesc passerà alla storia come allenatore. È così intelligente che ha preso il meglio da ogni tecnico che ha avuto, e ne ha avuti davvero tanti di altissimo livello”.

Futuro ancora da scrivere - “Spero di restare al Como, ho un contratto, ma nel calcio può succedere di tutto. Magari l’allenatore deciderà di lasciarmi andare oppure il club avrà altre opzioni. Lo capirei perfettamente, perché per me non è stata una stagione positiva”.

Morata ha poi ammesso di avere un debole per il Getafe , pur riconoscendo le difficoltà emotive che incontrerebbe tornando a giocare in Spagna: “Mi piacerebbe molto indossare la maglia del Getafe, ma non credo di essere mentalmente pronto per tornare a giocare in Spagna. I commenti della gente negli stadi mi influenzano ancora molto. Ho però capito che non posso cambiare il mio modo di essere. Non sono mai stato un giocatore egoista”

Parlando del proprio carattere, Morata ha spiegato come il gruppo sia sempre stato al centro della sua visione del calcio: “Quando arrivo in una nuova squadra, ci sono sempre due o tre compagni che mi dicono che non si aspettavano che fossi così. Dentro mi sento ancora come un ragazzo di 14 anni. Mi piace creare un buon ambiente e far stare bene chi lavora con me”.

L’attaccante ha poi aggiunto: “So che avrei potuto segnare più gol e ottenere maggiori soddisfazioni personali se fossi stato più individualista, ma ho sempre considerato il calcio uno sport di squadra. L’anno più difficile della mia carriera”

Morata ha definito l’ultima stagione come la più complessa della sua vita professionale: “Avevo davanti un Mondiale e tanti obiettivi importanti. Poi sono arrivati problemi familiari, situazioni emotivamente molto difficili e l’infortunio più grave della mia carriera, che mi ha tenuto fuori per oltre tre mesi”.

Il centravanti ha raccontato anche le difficoltà vissute durante il recupero: “Quando torni e vedi che la squadra sta facendo bene senza di te, senti il peso del tempo che passa. Sono rientrato, ho segnato contro la Fiorentina e nella partita successiva ho aiutato molto la squadra. Alla terza gara, però, sono stato espulso per doppia ammonizione a causa di una reazione impulsiva. Portare il Como in Champions è stato incredibile”

Nonostante le difficoltà, Morata conserva un ricordo speciale dell’esperienza vissuta sulle rive del lago: “È stato un viaggio meraviglioso. Portare il Como in Champions League è stato qualcosa di incredibile”.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 08:30 / Fonte: Tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
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