La tutela della salute dei giovani calciatori diventa una priorità. Il Como 1907 ha deciso di introdurre un protocollo che limita il ricorso al colpo di testa nelle categorie del settore giovanile, con l'obiettivo di ridurre gli impatti ripetuti sul cervello durante la fase dello sviluppo.

L'iniziativa è stata promossa da Raphael Varane, ambassador e membro del Board of Education del club, e sviluppata con il supporto scientifico del coordinatore dell'area medica, Marco Salvucci. «Non vogliamo creare timori nei genitori – spiega Salvucci – ma adottare un principio di prudenza nelle fasce d'età in cui il cervello è ancora in fase di sviluppo».

Il ruolo di Varane nel progetto - Secondo Salvucci, il contributo dell'ex difensore francese è stato determinante.

«Quando sono arrivato al Como il lavoro era già iniziato. Abbiamo collaborato fianco a fianco per definire le linee guida oggi ufficializzate. Varane considera questo tema uno dei punti centrali del suo impegno nel settore giovanile. Insieme a Osian Roberts ha sviluppato il progetto, mentre il mio compito è stato fornire il supporto medico e scientifico».

Nessun allarme, ma massima prudenza - Il protocollo non nasce dalla convinzione che il colpo di testa sia di per sé pericoloso, bensì dalla volontà di limitare gli impatti ripetuti nei bambini.

«Gli studi disponibili, compresi quelli promossi da IFAB e Football Association inglese, non dimostrano un collegamento diretto tra colpi di testa e malattie neurodegenerative. Tuttavia evidenziano come gli impatti ripetuti possano rappresentare un fattore di rischio, ed è su questo principio di prevenzione che abbiamo costruito il nostro lavoro», sottolinea Salvucci.

Allenamenti senza colpi di testa fino agli Under 11 - Le nuove linee guida prevedono un percorso graduale, differenziato in base all'età.

Nelle categorie dall'Under 7 all'Under 11 non saranno programmati allenamenti specifici dedicati al colpo di testa e, durante le esercitazioni, verranno privilegiate situazioni di gioco con il pallone a terra. L'obiettivo è consentire ai giovani calciatori di acquisire prima le basi tecniche, rimandando l'apprendimento di questo fondamentale alle categorie successive.

Secondo il responsabile medico, questa scelta potrebbe produrre anche benefici tecnici, favorendo uno stile di gioco maggiormente orientato al possesso e alla costruzione dal basso.

Un monitoraggio per misurare i risultati - Il progetto sarà accompagnato da una raccolta sistematica di dati durante tutta la stagione.

«I bambini non saranno monitorati con gli stessi strumenti utilizzati dai professionisti, ma gli allenatori compileranno report costanti. Quando avremo raccolto un numero sufficiente di dati potremo analizzarli dal punto di vista scientifico e valutare gli effetti del protocollo», spiega Salvucci.

L'esperienza del rugby come punto di partenza - Nella definizione del progetto il Como ha guardato anche agli studi sviluppati nel rugby sulle concussioni cerebrali.

«Si tratta di situazioni differenti – conclude Salvucci – ma quelle ricerche ci hanno fornito un'importante base di partenza per approfondire gli effetti degli impatti ripetuti e costruire un protocollo specifico per il calcio giovanile».

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 27 luglio 2026 alle 09:15 / Fonte: TuttoSport
Autore: Daniele Luongo
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