Cesc Fabregas ha presentato in conferenza stampa l'anticipo contro il Sassuolo di venerdì sera. Di seguito le sue dichiarazioni:
Sull’evoluzione tattica del Como: "Non mi piace parlare troppo di struttura. C’è sempre un’evoluzione. Lavoriamo continuamente, analizziamo e insistiamo su certi concetti, ma gli avversari non sanno mai esattamente cosa faremo. Siamo arrivati a un punto in cui la squadra è più preparata, ma anche più difficile da leggere. L’importante è che i giocatori sappiano sempre cosa fare. Tutto dipende dalle caratteristiche dell’avversario. Oggi il calcio è molto dinamico: basta vedere squadre come PSG, Liverpool o Barcellona. Anche giocatori come Lamine Yamal cambiano posizione durante la partita. Quando riesci a creare confusione nell’avversario guadagni tempo per fare la scelta successiva. Nico Paz, ad esempio, è tornato ai suoi livelli: gli ho fatto i complimenti. Nell’azione del 2-2 fa una sovrapposizione importante con Baturina, ma poi prende la decisione sbagliata. Sono scelte individuali che fanno la differenza".
Sulla fase difensiva e sugli errori contro l’Inter: "La difesa non è andata in confusione. Anzi, abbiamo fatto un pressing molto alto e recuperato tanti palloni, la prestazione difensiva è stata di alto livello. Sulle palle inattive però non abbiamo fatto bene, e questo dipende anche dalla tensione del momento. Anche il secondo gol lo abbiamo analizzato: non è casuale. Kempf arriva sulla palla con tranquillità, Butez gli aveva parlato. In altre situazioni magari un difensore la spazza senza rischi. Sui cross l’Inter è fortissima e ti può fare male così. Se si parla di confusione non sono d’accordo: abbiamo difeso bene, anche se su alcuni dettagli possiamo migliorare. Sono convinto che questa sia la strada giusta, perché la squadra mi dà sempre segnali positivi. Li conosco e so quando non stiamo bene, come contro Cagliari e Udinese. Ma dobbiamo continuare. Ora però pensiamo al Sassuolo".
Sulla crescita del Como rispetto alla scorsa stagione: "La crescita è costante. È merito dei giocatori, dello staff e dell’intensità del lavoro quotidiano. Stiamo spingendo tanto e siamo probabilmente più avanti rispetto a quanto immaginavamo. Poi tutto dipende dalle risposte dei giocatori e da come gestisci le informazioni ogni giorno. Questo è il nostro lavoro, soprattutto con una squadra giovane come la nostra. Continuiamo a spingere per arrivare il più in alto possibile. La motivazione dei giocatori è ciò che conta di più: il risultato in questo momento passa in secondo piano. Ci saranno momenti in cui conterà solo vincere, ma ora stiamo costruendo un’idea".
Sul centrocampo del Sassuolo: "È molto forte. Koné non lo conoscevo bene, ma sta facendo una grandissima stagione: ne parlo spesso con Ludi, ha una fame incredibile e migliora settimana dopo settimana. Matic per me è come un fratello, ho giocato con lui e mi ha dato tantissimo: è di un’intelligenza unica, gestisce le dinamiche della partita come pochi, è di un’altra categoria. Thorstvedt lo conosciamo bene, i dati sulle sue prestazioni sono molto alti. Lipani è il capitano dell’Under 21 italiana, magari deve aspettare il suo momento perché il livello è molto alto, ma è un giocatore importante".
Su Da Cunha come simbolo della sua idea di calcio: "Il giocatore intelligente può fare tutto, più di quello fisico o semplicemente intenso. Lucas è molto intelligente, ma soprattutto ha una mentalità incredibile: è un ragazzo serio, non sbaglia un allenamento. L’altro giorno ho controllato i dati: ha fatto il 96% delle sedute in due anni, senza saltarne praticamente nessuna. È il tipo di giocatore che ogni reparto scouting dovrebbe saper individuare. Anche senza essere il più fisico o veloce, se hai postura e letture giuste puoi fare la differenza, come abbiamo visto anche con altri giocatori".
Su Gatto e sul lavoro nello staff: "Andrea sta crescendo tanto, proprio come il resto dello staff. Ha grande curiosità e voglia di migliorare, io cerco sempre di dargli nuovi stimoli e lui risponde. Ha ancora qualcosa del calciatore dentro, si vede quando lavora individualmente: lo fa con naturalezza. Ha talento, fame e voglia, ed è questo che siamo noi. Non siamo i migliori in nulla, ma abbiamo grande voglia. Lui e Iovine sono figure importanti, trasmettono tanto ai ragazzi. Sono legati al Como e stanno crescendo molto, sono davvero contento di loro".
Sul lavoro di scouting e sui viaggi per osservare giocatori: "Siamo sempre in movimento. Vedere un giocatore dal vivo è fondamentale per avere sensazioni reali e controllo. Stiamo lavorando per il futuro, per migliorare ancora. I risultati che abbiamo avuto con giocatori come Nico e Ramon ci danno fiducia in questo percorso".
Sul suo futuro e sul legame con il Como: "In questo momento mi sento così: sono innamorato di quello che sto facendo qui. Non cambia nulla, la mia vita ora è preparare la partita contro il Sassuolo. So bene come funziona il calcio: oggi va tutto bene, poi magari perdi due partite e cambia tutto. L’asticella si è alzata e io sono il primo a volerlo. Restare tanto come Wenger? Mi piacerebbe tantissimo".
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