Il Como si prepara a vivere una stagione storica in Champions League e il presidente Mirwan Suwarso ha tracciato la rotta per il futuro del club. Intervenuto a Budapest, il numero uno lariano ha parlato degli obiettivi raggiunti, delle sfide da affrontare e del ruolo centrale di Cesc Fabregas nel progetto. Ecco quanto dichiarato a La Gazzetta dello Sport: 

Sulla qualificazione alla Champions League, Suwarso ha ammesso che il traguardo è arrivato prima del previsto: «All’inizio della stagione l’obiettivo era il 7-8° posto, ma prima di Natale abbiamo capito che potevamo fare molto meglio. Penso che per il nostro staff tecnico, però, l’obiettivo sia sempre stata la Champions».

Nonostante il prestigioso risultato ottenuto, il presidente invita a mantenere la stessa filosofia che ha portato il club a crescere rapidamente: «Arriva tre anni prima del previsto, ma quello che dobbiamo fare ora è cercare di accelerare il raggiungimento degli obiettivi di crescita. Non possiamo dare la Champions per scontata, nel senso di spendere per mantenere questo status: ci siamo arrivati seguendo la nostra strategia, cercando di costruire qualcosa di sostenibile».

Tra le questioni da risolvere c'è quella legata allo stadio, che dovrà essere adeguato agli standard UEFA. Suwarso si è detto fiducioso: «Lo stiamo adeguando ai parametri Uefa, abbiamo fiducia che saremo pronti. Quando siamo passati dalla B alla A siamo riusciti a fare tutto in tempo e sono fiducioso che riusciremo a giocare le partite casalinghe nel nostro stadio».

Sul tema della rosa e delle liste UEFA, il presidente ha sottolineato i progressi del settore giovanile: «La nostra Academy funziona da soli tre anni, ma abbiamo già prodotto 10 giocatori convocati nelle nazionali giovanili. Siamo una squadra lombarda e sono sicuro che prima o poi avremo in rosa tanti lombardi: abbiamo solo bisogno di tempo per produrli».

Inevitabile un passaggio sul futuro di Nico Paz, protagonista della stagione del Como e seguito con attenzione dal Real Madrid: «La nostra idea è che Nico abbia fatto incredibilmente bene da noi, diventando uno dei migliori giocatori della sua generazione. È un nostro giocatore, ma il Real ha il diritto di riprenderselo. E devo ammettere che se fossi il Real e avessi un giocatore che è diventato così forte, me lo riprenderei di corsa».

Parole importanti anche per Cesc Fabregas, considerato una figura chiave nella crescita del club: «Come in ogni azienda, il Ceo è fondamentale e Cesc in questo momento è il nostro Ceo calcistico. È fondamentale per eseguire il piano che il board gli ha dato». Un attestato di stima che conferma la centralità dell'allenatore spagnolo all'interno del progetto biancoblù.

Guardando al futuro, Suwarso non nasconde le ambizioni del club: «Giochiamo per vincere ogni partita, mai pensando allo 0-0. Con questa mentalità, è evidente che l’obiettivo è cercare di vincere ogni competizione a cui partecipiamo».

Infine, uno sguardo alla sostenibilità economica: «L’idea è di generare profitto entro due anni. O almeno essere sostenibili. Vogliamo anche che le nostre operazioni non calcistiche superino in ricavi quelle calcistiche. Speriamo di vedere i frutti del nostro lavoro».

Sezione: Focus / Data: Sab 30 maggio 2026 alle 10:00 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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