Il Como ha conquistato il Maradona con il calcio, ma ha lasciato Fuorigrotta anche con un'immagine diversa da quella a cui il calcio italiano è abituato.

La vittoria per 2-1 contro il Napoli ha acceso l'entusiasmo dei tifosi, ma la società lariana ha scelto di non trasformare il successo in una provocazione o in un'occasione per alimentare polemiche. È una scelta precisa, che riflette la filosofia della proprietà indonesiana.

SUWARSO, PAROLE DI RISPETTO

Mirwan Suwarso ha immediatamente invitato tutti alla calma. Nessun proclama, nessuna previsione azzardata e nessun obiettivo dichiarato troppo presto.

Il presidente ha preferito parlare di crescita, miglioramento e piacere di vivere ogni momento della stagione. Anche nel successo, dunque, il Como mantiene una linea comunicativa elegante. Una scelta che diventa parte integrante dell'identità del club.

NICO PAZ E IL SELFIE CON I TIFOSI

Lo stesso stile si ritrova nei comportamenti dei calciatori. Nico Paz, al termine della partita, è stato protagonista di un gesto che riconcilia con il senso più autentico dello sport. Lasciando lo stadio nel quale l'argentino aveva segnato la sua prima rete in Champions League con la maglia del Real Madrid, si è fermato a lungo con i sostenitori azzurri.

Con naturalezza e un'umiltà rara a questi livelli, ha preso in mano uno per uno i telefoni dei tifosi per regalare selfie e ha firmato autografi a chiunque glieli chiedesse.

«QUESTO È IL COMO!»

Più tardi, durante il viaggio di ritorno, il numero dieci ha condiviso sui social tutta la soddisfazione per una vittoria pesante. «Questo è il Como! Avanti così». Un messaggio semplice, ma perfettamente coerente con il momento della squadra: entusiasmo sì, ma senza perdere il senso della misura.

Anche Martin Baturina, premiato come MVP della partita, ha celebrato il successo: «Storia fatta a Napoli! Orgogliosi di questa squadra!». Il Como vince, festeggia e guarda avanti. Ma lo fa senza dimenticare il rispetto per l'avversario.

Sezione: News / Data: Mar 01 settembre 2026 alle 08:39
Autore: Daniele Luongo
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