La virtù sta nel mezzo. Lo sa bene Cesc Fabregas, che per tutta la carriera ha giocato a centrocampo e, una volta diventato allenatore, ha trasformato Lucas Da Cunha da esterno a riferimento della mediana del Como.

In Francia lo avevano considerato un giocatore da Serie B. Poi è arrivato Fabregas, che gli ha regalato una seconda vita calcistica, trasformandolo in un regista capace di guidare il gioco. Il percorso è stato straordinario: il quarto posto della scorsa stagione, la storica qualificazione del Como alla Champions League e, adesso, l'esordio con la Francia.

Fabregas considera la crescita di Da Cunha uno dei suoi successi più importanti. «Nico Paz e Da Cunha in nazionale sono i miei trofei», aveva raccontato al Festival dello Sport di Trento, sottolineando quanto sia cresciuto il suo pupillo.

Dopo la parentesi con la Francia, Da Cunha è tornato a Como e domenica, alle 12.30 contro la Roma, è pronto a riprendersi il centro del campo. La sua assenza, ormai, si fa sentire anche nell'identità della squadra.

GEOMETRIE E LUCE

Il compito di Da Cunha è mettere ordine nel caos. Lo ha imparato dopo aver superato i vent'anni, attraversando esperienze complicate tra Rennes, Nizza e Losanna, dove nessuno sembrava intenzionato a puntare davvero su di lui.

Fabregas lo fece quando il Como era ancora in Serie B e lo acquistò per un milione. Prima ancora di diventare allenatore, Cesc aveva intravisto in Lucas qualità che gli ricordavano, in parte, il proprio modo di interpretare il centrocampo: la capacità di dare ordine e accendere la luce nei momenti più difficili.

«Fabregas mi ha preso sotto la sua ala, mi ha schierato centrocampista perché se lo sentiva, mi parlava tantissimo e mi riempiva di consigli. Se mi sento così a mio agio è grazie a lui», ha raccontato Da Cunha a Téléfoot.

Da ala o trequartista, a Como il francese è diventato regista. Arretrando la propria posizione ha ampliato il raggio d'azione, diventando una pedina fondamentale. Nella stagione 2025-26 ha collezionato 42 presenze, con 8 gol e 5 assist, per un totale di 3.193 minuti. In quella in corso è partito titolare in cinque delle prime sei gare.

COSTRUZIONE E PRESSING

A Como Da Cunha è diventato leader, intoccabile e anche capitano. La sua qualità principale è la capacità di rendere semplice qualsiasi giocata.

Essenziale e naturale, il francese si distingue per la precisione nei passaggi, con 268 passaggi riusciti in Serie A e una percentuale del 94%, ma anche per i duelli vinti, il 65%, e per i cross, 1,2 a partita, dato che lo rende il migliore del Como insieme a Milla.

Il suo contributo, però, non si limita alla costruzione. Da Cunha partecipa alla fase difensiva, al pressing e ai contrasti, garantendo anche un importante lavoro senza palla. Il termine utilizzato da Zinedine Zidane per descrivere il suo calcio è «pulizia», una parola che restituisce bene l'essenza del suo modo di giocare.

DALLA FRANCIA AL COMO

La convocazione in nazionale ha rappresentato l'ennesima tappa della sua trasformazione. Da Cunha ha servito un assist contro il Belgio entrando dalla panchina, poi è stato schierato titolare contro l'Italia.

La serata, però, è stata segnata da un errore nella gestione del pallone che ha portato al pareggio. «Sono deluso per aver perso palla, mi è mancata la concentrazione», ha ammesso il centrocampista.

Ora l'obiettivo è ritrovare immediatamente quella concentrazione. Perché domenica contro la Roma il Como non potrà permettersi cali di tensione. E Da Cunha, ormai, è uno degli uomini chiamati a guidarlo.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 10:05
Autore: Daniele Luongo
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