Il Como ha scelto Osian Roberts per costruire il futuro del proprio settore giovanile. Un progetto ambizioso che punta a formare calciatori pronti, un giorno, a fare il salto in prima squadra attraverso un metodo basato sulla creatività, sulla responsabilità e sulla capacità di pensare autonomamente in campo.

Roberts, intervistato dal Corriere della Sera, porta con sé un'esperienza internazionale di grande livello. Il dirigente gallese è stato tra gli artefici della crescita della nazionale del Galles e ha contribuito all'esplosione del calcio marocchino, avendo guidato l'accademia di Rabat voluta dal re. Ora la sua sfida è italiana, ma con un obiettivo molto preciso: far crescere il Como senza perdere di vista la formazione dei giovani.

PRIMA LA PRESTAZIONE, POI IL RISULTATO - La filosofia del club lariano parte da un principio semplice: nelle categorie giovanili il risultato non può essere l'unico parametro per giudicare il lavoro di un allenatore. «Noi pensiamo al Como. Poi, se così facendo aiutiamo il calcio italiano, tanto meglio», spiega Roberts. L'idea è costruire «un calcio creativo, propositivo, senza pensare solo al risultato». Una filosofia che porta anche a mettere in discussione una consuetudine molto diffusa nel calcio giovanile: «Perché un allenatore dell'U15 dovrebbe perdere il posto per una sconfitta?».

Al centro del progetto c'è dunque la prestazione. Anche Cesc Fàbregas, allenatore della prima squadra, segue con attenzione il percorso dei ragazzi. «Non chiede mai i risultati ma guarda tante partite dei ragazzi», racconta Roberts. Un segnale della volontà del Como di creare un collegamento reale tra settore giovanile e prima squadra.

L'OBIETTIVO: UN NUCLEO DI ITALIANI - Uno degli aspetti sui quali il club vuole lavorare è anche la presenza di giocatori italiani nella rosa del futuro. L'assenza di italiani nella prima squadra non viene considerata un principio programmatico, ma la conseguenza delle opportunità offerte dal mercato e della necessità di trovare giocatori già pronti per il livello richiesto.

«Nel caso della prima squadra non c'erano giocatori che potessero fare al caso del Como», spiega Roberts. Ma il settore giovanile si sta già muovendo in una direzione precisa: «La nostra sfida è creare un nucleo di italiani che possa giocare un giorno in prima squadra».

L'obiettivo, quindi, non è soltanto crescere giovani calciatori, ma costruire una filiera interna capace di alimentare nel tempo la squadra maggiore.

RAGAZZI RESPONSABILI E CALCIATORI PENSANTI - Il metodo Roberts passa soprattutto dalla responsabilizzazione dei giovani. Ai ragazzi non vengono fornite sempre soluzioni già pronte: l'errore e la difficoltà devono diventare occasioni per imparare a leggere autonomamente ciò che accade in campo.

Un esempio arriva dall'ultima partita dell'Under 17 del Como. La squadra era andata in svantaggio, prima di rimontare e segnare altri gol nella ripresa. Tra i protagonisti c'era un attaccante particolarmente forte che, però, non riusciva a trovare lo spazio giusto per ricevere il pallone.

All'intervallo, l'allenatore non gli ha spiegato direttamente come risolvere il problema. Gli ha invece chiesto come avrebbe potuto trovare una soluzione. Il ragazzo è stato così costretto a riflettere, individuare una possibile via d'uscita e metterla in pratica, iniziando ad accentrarsi maggiormente.

Per Roberts è proprio questo il tipo di esperienza che può trasformare un giovane in un «calciatore pensante». Non soltanto un giocatore capace di eseguire indicazioni, ma un atleta in grado di comprendere ciò che accade e prendere decisioni autonomamente.

IL MODELLO PARTE DALLA PRIMA SQUADRA - Il settore giovanile non viene quindi considerato come un mondo separato dalla prima squadra. Al contrario, il progetto vuole creare una continuità precisa tra la formazione e il calcio dei grandi.

In questo senso, la figura di Fàbregas rappresenta un riferimento particolarmente significativo. Roberts ricorda infatti che l'attuale allenatore del Como, a soli 16 anni, lasciò l'Academy del Barcellona per debuttare in Premier League.

È anche attraverso esempi come questo che il club vuole costruire la propria identità: giovani capaci di assumersi responsabilità, allenatori valutati sulla crescita dei giocatori e un percorso che abbia come traguardo finale la prima squadra.

La scommessa del Como è chiara: costruire oggi i calciatori che potranno rappresentare domani il futuro del club. E farlo attraverso un calcio creativo, coraggioso e soprattutto capace di insegnare ai ragazzi non soltanto come giocare, ma anche come pensare.

Sezione: Focus / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 11:44
Autore: Daniele Luongo
vedi letture